Termine la cui coniazione è tradizionalmente attribuita a Pitagora, “filosofia” (φιλοσοφíα, philosophìa) è “amore di sapere”, è aspirazione a conoscere: il legame della filosofia con la scienza è automatico. La prima filosofia fu così pura tensione a comprendere, stabilire razionalmente le cose. Fino a Parmenide o ad Eraclito il più immediato sforzo conoscitivo culmina in Pitagora.
Indagine razionale pura generalissima la filosofia poté offrire humus per lo sviluppo della scienza: soltanto una ricerca pura consente le astrazioni del pensiero scientifico. Le origini greche della scienza così coincidono e si confondono con le origini della filosofia. Una ricerca scientifica pura inizia in questo modo con la filosofia: nel pensiero occidentale l’indagine naturalistica è centrale. I primi pensatori così tentano una spiegazione razionale dell’intera realtà naturale.
I primi filosofi tentano i principi della realtà: nella molteplicità delle cose il pensiero restituisce l’ordine della natura quale risultato di una ricostruzione razionale: i principi indicati nel condurre ad unità la natura non sono per forza strettamente materiali: già nella scuola di Mileto all’acqua di Talete e all’aria di Anassimene si affianca l’indefinito (απειρον, àpeiron) di Anassimandro.
La ricerca filosofico-scientifica dei principi di tutte le cose documenta la vocazione della filosofia all’astrazione. Se la riflessione sulla natura della scuola di Mileto può approdare all’indefinito di Anassimandro la crisi della aritmo-geometria apre alla tradizione pitagorica le possibilità della matematica pura.