Galileo Galilei è scienziato, ma è essenzialmente filosofo e la sua scienza ritrova le premesse nella sintesi filosofica.
Galileo e la scienza moderna si oppongono alla scienza sostanziale di Medioevo e antichità classica e tardo ellenistica, per riprendere la scienza funzionale della antichità greca aurea ellenistica.
Galileo Galilei supera Aristotele e Tolomeo e l’universo fisico aristotelico-tolemaico antico-medievale: in età moderna la scienza torna ad essere elaborazione di sistemi ipotetico-deduttivi secondo il metodo dimostrativo e sperimentale.
In matematica e fisica, in astronomia e cosmologia le teorie scientifiche ellenistiche di Euclide, Archimede ed Apollonio, di Aristarco, Eratostene e Ipparco erano sistemi ipotetico-deduttivi.
Ad Archimede, alla statica e ai principi dell’idrostatica, ad Ipparco e alla teoria gravitazionale Galileo affianca la legge di caduta dei gravi e il principio di inerzia come presupposto della relatività del moto, legando l’eliocentrismo copernicano alla nuova dinamica.