Nella propria proliferante ricchezza l’esperienza filosofica di Socrate mostrava tutta la fecondità e la capacità di rigenerarsi. A Socrate rimandano socratici e scuole socratiche: Euclide di Megara e la scuola megarica, Antistene e la scuola cinica, Aristippo e la scuola cirenaica, Platone e la platonica. Della città di Megara non lontano da Atene Euclide di Megara oltre che a Socrate si rifà a Parmenide e Zenone di Elea, ha interessi dialettici o logico-linguistici e fonda la scuola dei megarici. I megarici si dedicano alla logica: studiano i connettivi proposizionali e sviluppano la logica delle proposizioni, si occupano di paradossi e antinomie; al megarico Eubulide di Mileto è così legata l’antinomia del mentitore, per la quale l’affermazione di mentire è contraddittoria, perché se si dice che si mente, nella misura in cui si riferisce a stessa, l’affermazione che si mente ossia che si dice il falso è vera se è falsa, e pertanto si mente se non si mente, ed è falsa se è vera, e pertanto non si mente se si mente. In età ellenistica la logica megarica continuerà con gli stoici e si consoliderà in un complesso scientifico alternativo alla logica di Aristotele. Già ellenisti sono poi non solo i megarici ma anche i cinici ed i cerenaici. Se i megarici si distinguono per l’accento sulla dimensione logico-dialettica, i cinici e i cirenaici sono socratici sotto il profilo pratico-morale. Iniziatore del cinismo è Antistene di Atene. Alla morte di Socrate Antistene fonda una scuola nel ginnasio fuori-ateniese del Cinosarge: “cinosarge” è in greco “cane agile”, e “cinico” deriverebbe da “cinosarge”; “cino” in greco è comunque “cane”, e il cinico doveva condursi, comportarsi, vivere come un cane. Se modello di cinico ed esempio di vita da cane randagio è il seguace d’Antistene d’Atene Diogene di Sinope, ideale cinico è l’autarchia, l’autosufficienza, il bastare a se stessi. Il richiamo di Antistene di Atene all’indipendenza da tutto e da tutti enfatizza l’istanza di autogoverno razionale dell’uomo affermata da Socrate. A Socrate riporta infine la corrente cirenaica di Aristippo della colonia greca nordafricana di Cirene in Libia. I cirenaici si distinguono per l’edonismo e così riferiscono al piacere del momento l’esigenza di controllo razionale di se stessi affermata da Socrate.