Filosofia
1.
In che modo è organizzata La repubblica platonica? Qual è, in particolare, il ruolo in essa riconosciuto alla filosofia e ai filosofi?
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La repubblica è il dialogo nel quale Platone offre una summa del proprio pensiero: esito è la definizione della stessa filosofia e del filosofo. Il filosofo è per Platone il dialettico, e la dialettica è la scienza filosofica per eccellenza: la dialettica insegna a connettere le idee come è bene e giusto, e quindi a ragionare correttamente; e l’educazione alla ragione è educazione filosofica. Soltanto chi sa ragionare può pure per Platone governare lo Stato, ed è politico per eccellenza. La stessa costituzione politica rimanda poi in Platone alla idea filosofica e allo ideale sviluppo naturale del tutto, sviluppo che solo il filosofo può cogliere. E’ allora la conoscenza ideale delle cose la base del progetto politico costituzionale di Platone; gli ostacoli reali sarebbero in questo senso platonicamente riconducibili alla ignoranza della verità del mondo, verità guadagnabile solo ed esclusivamente nella intellezione filosofica.
2.
La candidata/il candidato commenti questa citazione di I. Kant: «Io ho posto particolarmente nella materia religiosa il punto culminante dell’Illumnismo, che rappresenta l’uscita degli uomini dallo stato di minorità che è a loro imputabile, poiché in fatto di arti e di scienze i nostri reggitori non hanno alcun interesse a esercitare la tutela sopra i loro sudditi. Oltre a ciò la minorità in materia religiosa è tra tutte le forme di minorità la più dannosa ed anche la più umiliante».
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Kant intende qui sottolineare il ruolo politico della religione, e la religione kantiana è in effetti illuministicamente ricondotta nei limiti della semplice ragione: è la ragione libera la vera preoccupazione dei reggitori, timorosi delle conseguenze civili e sociali del pensiero indipendente. «Non ragionate, ma credete» è nella Risposta alla domanda Che cos’è l’Illuminismo? per Kant il pensiero del potere religioso: «Non ragionate, ma obbedite» è ben la volontà del potere politico. La stessa idea di Kant della religione appendice e non più fondamento della morale suggella l’affrancamento moderno del pensiero libero da ogni tutela politico-religiosa.
3.
Che cosa si intende con l’espressione linguistic turn? La candidata/il candidato proponga e illustri due esempi delle conseguenze di questa “svolta” nella filosofia del Novecento.
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La “svolta linguistica” filosofica novecentesca è nelle conseguenze dualmente esemplificabile confrontando il “primo” e il “secondo” L. Wittgenstein: l’uno ispira il neopositivismo e l’altro la filosofia analitica del linguaggio comune: la concezione scientifica del mondo dei neoempiristi si sviluppa prendendo le distanze, per definizione, dai limiti del senso comune. Un filosofo limpidamente scientifico come Bertrand Russell poteva così ammirare il Wittgenstein del Tractatus logico-philosophicus (1922) e dissociarsi dal successivo Wittgenstein che ai “giochi linguistici” univa pure l’interesse per i semplici usi del linguaggio comune.
4.
La candidata/il candidato riassuma i punti fondamentali intorno ai quali organizzerebbe una lezione su uno dei seguenti autori: Tommaso d’Aquino, Cartesio, Wittgenstein. La candidata/il candidato indichi anche la bibliografia alla quale farebbe riferimento.
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Un intervento su Cartesio potrebbe far basilare riferimento alle sue stesse opere: direi Discorso sul metodo (1637); e Meditationes de prima philosophia e Principia philosophiae, rispettivamente del 1641 e del 1644.