Nel 1940 il filosofo neokantiano del Novecento Ernst Cassirer (1874-1945) completava la Storia della filosofia moderna dedicata al problema della conoscenza nella filosofia e nella scienza dell’età moderna scrivendo il volume quarto sul problema della conoscenza nei sistemi posthegeliani.
La necessità della sintesi fattuale per la comprensione storica era da E. Cassirer rimarcata a conclusione della introduzione al quarto volume della Storia della filosofia moderna del 1906-1907-1920-1940: la storiografia filosofica deve spiegare lo sviluppo delle idee: la complessità del problema della conoscenza nei sistemi posthegeliani richiede la considerazione delle scienze oltre che della filosofia: «Ormai la filosofia non può e non vuole più arrogarsi gli stessi diritti che aveva preteso di conservare costantemente nelle epoche anteriori. Essa non assume più la parte direttiva… essa si lascia piuttosto guidare dalle scienze particolari… Nel modo più evidente ciò si manifesta nel campo delle scienze esatte» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, traduzione di Angelo Pasquinelli, pp. 36-37).
La necessità di riconsiderare il rapporto filosofia-scienze era nell’introduzione al quarto ed ultimo volume della Storia della filosofia moderna da Cassirer ricondotta all’interazione contemporanea di pensiero filosofico e scientifico: per i sistemi posthegeliani lo storico del problema della conoscenza non può spiegare lo sviluppo delle idee senza riferire la filosofia alle scienze: «Nella geometria, il sistema di Euclide, che aveva posseduto per secoli un dominio incontrastato, deve abbandonare le sue posizioni… Nelle scienze della natura, la concezione del mondo conforme alla fisica classica comincia a diventare sempre più dubbia… Sembra che la biologia raggiunga appena in quest’epoca lo stadio della sua vera maturità scientifica… Per quanto riguarda la storia, soltanto in quest’epoca essa ha concepito chiaramente quale sia il suo compito» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, pp. 37-38).
Il problema della conoscenza nei sistemi posthegeliani è nel quarto volume della Storia della filosofia moderna da Cassirer affrontato spiegando lo sviluppo delle idee secondo il pensiero filosofico-scientifico contemporaneo della scienza esatta logico-matematico-geometrica, della biologia e del sapere storico: «… la scoperta della geometria non euclidea pone il pensiero matematico di fronte a problemi del tutto nuovi e fa sentire la necessità di una nuova interpretazione della sua vera struttura logica… l’interpretazione meccanica della natura è scossa dalla teoria dei quanti e dalla teoria della relatività speciale e generale… la biologia… sembra aver trovato, nella teoria di Darwin, la prima risposta teoricamente soddisfacente che permetta di risolvere in modo definitivo il problema della vita… solo adesso comincia a costituirsi la vera e propria “visione storico-universale”» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, pp. 37-38).
Nel riferimento alle scienze è nell’introduzione al quarto volume della Storia della filosofia moderna da Cassirer rilevata la distanza gnoseologica ed epistemologica tra il pensiero filosofico-scientifico contemporaneo e la filosofia del passato: «Nell’antichità e nel Medioevo, nei secoli del Rinascimento e in seno ai grandi sistemi filosofici dei secoli XVII e XVIII nessuno ha mai dubitato che la filosofia dovesse dispiegare un’attività propria e indipendente nella costruzione della conoscenza scientifica… E’ innegabile che Platone abbia modellato il suo concetto della conoscenza sul paradigma della matematica; la sua teoria delle idee… però… va ben più lontano di quelli che sono i risultati effettivi della matematica greca… Platone… pone un’idea pura come modello e prototipo di fronte alla matematica e pretende dalla scienza che si conformi a questo modello posto dal pensiero filosofico e gli si avvicini progressivamente… Ciò che aveva fatto Platone nel campo della matematica lo fa Aristotele in quello della biologia. Egli non si limita a concepire la biologia come un insieme chiuso in se stesso ma crea il linguaggio che ne esprime i concetti riguardanti le singole parti… La massima Nisi credideritis, non intelligetis è valida per Tommaso d’Aquino come per tutto il Medioevo. Dunque per lui, come per Bonaventura da Bagnoregio, la reductio artium ad theologiam diventa il principio fondamentale che orienta la ricerca… Il Rinascimento… non solo rinnova le singole teorie filosofiche dell’antichità ma… ricostituisce lo spirito che le aveva create… Però… soltanto Cartesio… incorpora nuovamente in sé la forza creatrice del pensiero filosofico. Con questa forza egli domina la scienza nel suo complesso e con essa ne scopre una nuova forma universale… Tale spirito è lo stesso che domina la filosofia di G. W. Leibniz e ne ispira le teorie particolari… Convinzione e premessa fondamentale di Immanuel Kant consistono nell’ammettere che esista una forma generale e necessaria della conoscenza e che la filosofia abbia la missione e la capacità di scoprire questa forma e di precisarla… Nella seconda metà del secolo XIX tale universalismo del pensiero filosofico viene meno» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, pp. 28-34).
Del legame della filosofia colle scienze nel pensiero filosofico-scientifico gnoseologico ed epistemologico contemporaneo era nell’introduzione al quarto volume della Storia della filosofia moderna da Cassirer richiamata la peculiarità dell’ispirazione scientifica filosofica: «Le scienze particolari non si lasciano più dirigere dalla filosofia ma vogliono vedere e giudicare per conto loro… Ormai le scienze particolari non ricevono più il problema della conoscenza dalle mani della filosofia; anzi ognuna di esse cerca di formularlo per conto proprio e lo foggia in modo da farlo corrispondere ai propri interessi e scopi particolari» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, pp. 27-28).
Alla peculiarità dell’ispirazione scientifica filosofica contemporanea rispondeva la scientifica filosofica moderna teoria generale della conoscenza di Immanuel Kant: nell’esigenza culturale tedesca ottocentesca del ritorno a Kant è nell’introduzione al quarto volume della Storia della filosofia moderna da Cassirer rilevato il riconoscimento dell’irriducibilità della filosofia ai sistemi metafisici: «… i successori immediati di Kant… non seguirono la stessa via… L’idealismo critico di Kant si trasforma in un idealismo assoluto… Hermann von Helmholtz fu uno dei primi ad esigere il ritorno a Kant. La sterilità dei sistemi metafisici e il loro crollo finale non rappresentavano per lui, come per tanti scienziati della seconda metà del secolo XIX, la prova convincente che la filosofia, come tale, si fosse esaurita, dopo aver dato quanto poteva» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, pagine 15 e 17).
Diversamente dalla cultura tedesca nell’Ottocento in Francia e in Inghilterra il pensiero scientifico non aveva risentito del metodo filosofico speculativo metafisico di G. W. F. Hegel: è la via rispettivamente di Cartesio e di Francesco Bacone quella seguita dallo scientifico filosofico antimetafisico positivismo francese di Auguste Comte e positivismo inglese di John Stuart Mill: la distanza del positivismo induttivistico baconiano di Stuart Mill dal positivismo razionalistico cartesiano di Comte è nell’introduzione al quarto volume della Storia della filosofia moderna da Cassirer sottolineata: «Per Mill l’esperienza è e rimane, in fondo, niente di più che un aggregato, una somma di osservazioni particolari, tenute insieme dal tenue legame dell’associazione; tale aggregato acquista un’estensione sempre maggiore grazie al processo dell’induzione… Per Comte, invece, il rapporto tra il generale e il particolare, nella conoscenza scientifica, è determinato in modo del tutto diverso. Il compito di questa conoscenza, secondo lui, non consiste nella determinazione di fatti ma nella formulazione di leggi» (Ernst Cassirer, Storia della filosofia moderna, volume 4, 1940, Il Saggiatore 1968, pp. 21-22).
Il riferimento al positivismo razionalistico cartesiano di Auguste Comte completava la premessa di Ernst Cassirer: la ricostruzione del problema della conoscenza nei sistemi posthegeliani richiede il confronto con la filosofia e la scienza contemporanea e la considerazione del pensiero filosofico-scientifico contemporaneo dall’Ottocento al Novecento tra scienze naturali ed esatte e scienze dello spirito: dall’impulso dello storicismo hegeliano alla logica delle scienze dello spirito come scienze umane e sociali nell’introduzione al quarto volume della Storia della filosofia moderna il neokantiano Cassirer richiamava il particolarismo gnoseologico ed epistemologico dello stesso neokantismo.