PROF. MAURO LUCACCINI – FILOSOFIA e Catalogo online della Biblioteca microlatata filosoficamente configurata Filobiblìa oltrarno in Via Duccio Galimberti 19 a San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo: lucaccini.m@liceisgv.eu

La umana volontà di uguaglianza nella diversità

Accogliere e valorizzare l’altro prevede bene la umana volontà di uguaglianza nella diversità: i valori politici di libertà e tolleranza erano nel 1997 da Paolo Rossi richiamati «conquiste storiche, che, come tutte le conquiste, sono, per definizione, suscettibili di andare perdute» (Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, 1997, Laterza 2000, p. 359).

Secondo libertà e tolleranza la umana volontà di uguaglianza nella diversità passa per l’educazione alla ragione autonoma: di scuola e educazione al libero pensiero nel 1952 Albert Einstein scriveva: «E’ essenziale che lo studente impari a comprendere e a sentire vivamente i valori acquisendo un vivo senso del bello e del bene morale» (Antonio Bertin, Einstein: la vita, il pensiero e i testi esemplari, Sansoni 1971, pp. 194-195): rilevava Lucio Russo nel 1998: «Dobbiamo scegliere tra la difesa degli aspetti migliori della tradizione culturale occidentale, che includono la razionalità e la tolleranza, e un totale relativismo culturale che dia spazio, con la diffusione dell’irrazionalismo, anche a integralismi e razzismi. Nel primo caso la scuola è essenziale. Nel secondo dobbiamo farne a meno» (Lucio Russo, Segmenti e bastoncini: dove sta andando la scuola?, 1998, Feltrinelli 2005, p. 41).

Nel nostro antirelativismo oggettivo filosofico-scientifico occidentale risolvendo l’alterità nell’uguaglianza della comunità possiamo superare la diversità secondo il disinteressato generale libero pensiero razionale critico: la Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo del 1784 era da Immanuel Kant così conclusa: «… la tendenza e la vocazione al libero pensiero… reagiscono sul modo di sentire del popolo… e da ultimo anche sui principi del governo, che finisce per comprendere che è per lui vantaggioso trattare l’uomo, che ormai è più che una macchina, in modo conforme alla sua dignità» (Immanuel Kant, La pace, la ragione e la storia, Il Mulino 1985, p. 42).

Come via alla umana volontà di uguaglianza nella diversità il libero pensiero razionale critico ben esprime l’apertura politica nella nostra Costituzione della repubblica italiana del 1948 all’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

La irrealizzabilità della combinazione politica dell’uguaglianza sostanziale socio-economica socialista con la libertà individuale liberal-democratica era da Karl Popper ben espressa nell’autobiografia intellettuale del 1974: «Mi ci volle un po’ di tempo per riconoscere… che la libertà è più importante dell’uguaglianza; che il tentativo di attuare l’uguaglianza è di pregiudizio alla libertà; e che, se va perduta la libertà, tra non liberi non c’è nemmeno uguaglianza» (K. R. Popper, La ricerca non ha fine: autobiografia intellettuale, 1974, Armando 1997, p 49).

Secondo la inconciliabilità reale di socialismo e liberal-democrazia per l’impossibilità di realizzare l’uguaglianza sostanziale senza sacrificarne la libertà come condizione la valenza politica dell’educazione individuale era nel 1949 da Albert Einstein decisivamente così rilevata: «L’educazione dell’individuo, oltre che incoraggiare le sue innate qualità, dovrebbe proporsi di svilupparne il senso di responsabilità verso i suoi simili, invece dell’esaltazione del potere e del successo che è praticata dalla nostra attuale società» (Antonio Bertin, Einstein: la vita, il pensiero e i testi esemplari, Sansoni 1974, p. 229).