Nel 1985 Borla pubblicava il libro Piaget filosofo, epistemologo, psicologo e pedagogista di Emanuele Riverso dall’autore presentato rivisitazione dello scritto La costruzione interpretativa del mondo del 1956 nel quale il grande intellettuale del Novecento Jean Piaget (1896-1980) era da lui proposto filosofo ed epistemologo: «… non si può oggi acquisire idee chiare sulla età evolutiva e sui suoi problemi educativi e didattici se non cominciando col padroneggiare le dottrine di Piaget… non si tratta di dottrine elaborate in vista di specifiche realizzazioni educative bensì costruite in funzione di chiarificazioni filosofiche di carattere epistemologico, che pertanto si sono rivelate utili alla riorganizzazione della psicologia dell’età evolutiva per fini didattici e formativi. Perciò, se non si comprende la portata filosofica di tali dottrine, anche la loro rilevanza psicologica e pedagogica facilmente viene fraintesa. Questo fraintendimento si estende inevitabilmente anche al ruolo storico che il pensiero di Piaget ha svolto in seno alle scienze umane del nostro secolo producendo una svolta radicale nel modo di intendere l’ontogenesi della mente» (Emanuele Riverso, Piaget filosofo, epistemologo, psicologo e pedagogista, Borla 1985, p. 5).
Nel capitolo primo La filosofia: passione e delusione di Piaget filosofo, epistemologo, psicologo e pedagogista Emanuele Riverso rilevava la declinazione scientifica della vocazione di Jean Piaget alla filosofia: l’orientamento biologico degli interessi filosofico-scientifici portava anzitutto Piaget alla ricezione della congeniale filosofia del filosofo otto-novecentesco Henri Bergson (1859-1941) autore dell’Evoluzione creatrice del 1907: scriveva Piaget in Saggezza e illusioni della filosofia del 1965: «… ho deciso di consacrarmi alla filosofia appena la ho conosciuta… allora avevo già interessi particolari biologici e naturalistici abbastanza forti da divenire duraturi… L’evoluzione creatrice di Henri Bergson fu un vero colpo di fulmine… trovavo affascinante il dualismo di slancio vitale e inerte materia… unica comprensibile all’intelligenza con le strutture logiche e matematiche orientatavi… fui preso dalla certezza che Dio fosse la Vita nella forma dello slancio vitale» (E. Riverso, Piaget filosofo…, pp. 7-8).
Il capitolo primo di Piaget filosofo… era da E. Riverso proseguito richiamando nello sviluppo intellettuale il superamento di J. Piaget dell’evoluzionismo biologico spiritualistico di H. Bergson secondo le opposte suggestioni logiche, matematiche ed epistemologiche: la prospettiva filosofico-scientifica della epistemologica genetica era da Piaget aperta giovanissimo progettando la biologica teoria della conoscenza dei 2 concetti di assimilazione ed equilibrio o accomodamento: leggiamo in Saggezza e illusioni della filosofia di J. Piaget: «Ero giunto a due idee centrali dal mio punto di vista che non ho mai abbandonate in seguito. La prima è che… ogni conoscenza è sempre assimilazione di un dato esteriore a strutture del soggetto… La seconda è che i fattori normativi del pensiero corrispondono biologicamente ad una necessità di equilibrio per autoregolazione» (E. Riverso, Piaget filosofo…, p. 9).
Il capitolo primo di Piaget filosofo… era da Riverso portato alla conclusione secondo i momenti biografici intellettuali giovanili 1918-1929 dello sviluppo scientifico di Piaget della propria passione per la filosofia da lui maturato nella delusione metodologica filosofica: dalla biologica laurea in scienze naturali alla accademica cattedra di storia del pensiero scientifico per la ricerca pedagogica e educativa e l’insegnamento di psicologia, sociologia e filosofia della scienza con l’adozione del logico-matematico metodo scientifico empirico-sperimentale l’epistemologia genetica di Piaget si configurava nel distacco dai metodi riflessivi della filosofia: »Le delusioni di Piaget in filosofia vennero dal fatto che i professionisti di questa scienza seguivano un metodo fondato esclusivamente sulla riflessione e sull’introspezione senza alcun controllo accurato delle ipotesi sui fatti, ed erano notevolmente dominati da preoccupazioni ideologiche di carattere socio-politico» (E. Riverso, Piaget filosofo…, p. 10).