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Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo: Matteo Martini e le questioni nietzscheane in controcorrente edizioni

A luglio del 2020 per le Edizioni Controcorrente è uscito il libro di Matteo Martini Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo e altre questioni nietzscheane: la pubblicazione raccoglie i testi di Martini già nel blog filosofico dei licei Giovanni da San Giovanni di San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo; i testi sono stati riveduti dall’autore e corredati di una prefazione di Francesco Ingravalle e una postfazione di Marina Simeone.

Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo e altre questioni nietzscheane di Matteo Martini conferma necessariamente la filosofia educazione alla ragione pura: la umana intrascendibilità della razionalità era sull’irrazionalismo nietzscheano dal fisico e filosofo Giuliano Toraldo di Francia nel 1985 così rilevata: «Uno dei padri riconosciuti dell’irrazionalismo moderno è F. Nietzsche. Ebbene la storia ci insegna che nel 1889 l’autore di Zarathustra piombò nella follia. Che differenza c’è fra Nietzsche prima del 1889 e Nietzsche dopo tale data? Prima era un irrazionalista razionale, poi fu un irrazionalista irrazionale! Ricorro a questa immagine un po’ paradossale per ricordare che tante “rinunce alla ragione” sono soltanto conclamate e non corrispondono a nulla di reale. Rinunciare alla ragione vuol dire, né più né meno, usare la ragione in un modo che si ritiene migliore. E questo è perfettamente ammissibile» (Giuliano Toraldo di Francia, L’amico di Platone: l’uomo nell’era scientifica, Vallecchi 1985, p. 12).

L’espressione della ragione nella filosofia nietzscheana è in Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo e altre questioni nietzscheane da Matteo Martini presentata secondo il citato rilievo di Sergio Moravia nel 1996: «Nietzsche ha obbligato l’umanità a divenire adulta» (Sergio Moravia, L’enigma dell’esistenza, Feltrinelli 1996, p. 70): la critica filosofica del razionalismo occidentale è in Friedrich Nietzsche limitata dall’irrazionalismo della metafisica volontà di potenza.

Rilevanza e limiti della filosofia di F. Nietzsche erano nel 1996 da S. Moravia ben rilevati: «Nietzsche… è stato molto più importante di quanto pensino i suoi avversari e molto più discutibile di quanto pretendano i suoi seguaci» (S. Moravia, L’enigma dell’esistenza, p. 68).

Nella seconda metà dell’Ottocento Friedrich Nietzsche (1844-1900) estendeva la critica al razionalismo dal positivismo alla nostra tradizione razionalistica filosofica occidentale: il razionalismo filosofico è storicamente già presocratico e caratteristico della antica Grecia: «… la cultura greca ha… la faccia del razionalismo scientifico senza il quale non sarebbe possibile la tecnologia che domina la vita di tutti noi compresi gli irrazionalisti e costituisce la vera radice della nostra civiltà» (Piergiorgio Odifreddi, Il matematico impertinente, 2005, TEA 2008, p. 23).

La stessa critica nietzscheana al fatto assoluto positivistico è storicamente inquadrabile nel recupero contemporaneo della consapevolezza filosofico-scientifica greca antica aurea ellenistica della scienza ricerca assiomatica e costruzione teorica di modelli della realtà fenomenica: nella seconda metà dell’Ottocento l’opposizione alle pretese veritative oggettive assolutistiche del sapere umano è in Nietzsche espressione metodologica ed epistemologica degli sviluppi culturali ottocenteschi prodotti «da quella stessa cultura di lingua tedesca cui dobbiamo, nello stesso periodo, anche i progressi della filologia classica» (Lucio Russo, La rivoluzione dimentica: il pensiero scientifico greco e la scienza moderna, 1996, Feltrinelli 2013, p. 456).

La stessa positivistica o illuministica opposizione nietzscheana alla metafisica è antirazionalistica: dalla prima alla seconda metà dell’Ottocento dall’irrazionalismo metafisico di Arthur Schopenhauer (1788-1860) «Friedrich Nietzsche riconosce la supremazia della volontà ma va oltre e reputa una forte volontà il tratto preminente dell’uomo superiore» (Bertrand Russell, La saggezza dell’Occidente, 1959, TEA 2012, p. 337).

Opponendo la metafisica al prospettivismo rilevanza e limiti della filosofia di F. Nietzsche erano nel 1989 da Richard Rorty così rilevati: «Nietzsche il prospettivista vuole trovare una prospettiva da cui guardare indietro a quelle che ha ereditato e vederle disposte in bell’ordine… Ma il Nietzsche teorico della volontà di potenza… che M. Heidegger bollò come l’ultimo dei metafisici… ha lo stesso desiderio che aveva Martin Heidegger di superare ogni singola prospettiva. Vuole il sublime, non il semplicemente bello» (Richard Rorty, La filosofia dopo la filosofia, Laterza 1989, p. 130).

Riportando la metafisica all’espressione del sentimento della vita nel classico saggio Il superamento della metafisica mediante l’analisi logica del linguaggio del 1932 il filosofo neoempirista Rudolf Carnap rilevava in Nietzsche «il metafisico dal più forte temperamento artistico» (Il neoempirismo, a cura di Alberto Pasquinelli, 1969, Utet 1978, p. 531).

Con i limiti della cristallizzazione metafisica della volontà di potenza e della deculturalizzazione e naturalizzazione etica della morale istintiva la ragione irrazionalistica di F. Nietzsche poteva acquisire rilevanza filosofica contemporanea riflettendo la crisi culturale ottocentesca della nostra civiltà occidentale nella espressione del sentimento della vita nell’arte della prosa poetica.

Ripresa politicamente da Marina Simeone nella postfazione la filosofia espressione e prassi di vita è nella prefazione da Francesco Ingravalle rilevata la via di lettura del pensiero di Nietzsche ben seguita nella interpretazione nietzscheana di Matteo Martini in Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo e altre questioni nietzscheane: «Il lavoro di Matteo Martini giunge, dunque, al culmine di una lunga vicenda interpretativa dell’opera di Nietzsche e può essere, a ragione, considerato un consuntivo e una risposta, alla fine del primo ventennio del XXI secolo. Perché, ancora, Nietzsche (e non soltanto in Italia)? La risposta serpeggia nelle pagine di Martini per brillare, dopo un percorso analitico, asciutto, essenziale, nelle pagine conclusive: Nietzsche come psicologo» (p. 21).

Espressione e prassi della vita umana nella filosofia di F. Nietzsche possono ben leggersi nel libro di Matteo Martini Friedrich Nietzsche e il nazionalsocialismo e altre questioni nietzscheane in controcorrente edizioni: controcorrente_na@alice.it; 334/6149801.