Angoscia esistenziale.
«L’angoscia originaria può risvegliarsi nell’uomo in ogni momento. Per essere destata non ha bisogno di un evento insolito. Alla profondità del suo dominio corrisponde la futilità del motivo che la può provocare. Essa è sempre sul punto di emergere» (M. Heidegger, Che cos’è metafisica, 1929, Adelphi 2006, p. 60).
Condizione umana.
«A. Einstein ha affermato a varie riprese di avere imparato molto di più da F. M. Dostoevskij che da qualsiasi fisico… La fisica, per poter ambire ad un valore superiore, doveva soddisfare il suo bisogno di sottrarsi alla tragedia della condizione umana» (I. Prigogine, La fine delle certezze, 1996, Bollati Boringhieri 1997, p. 177).
Libertà esistenziale.
«Buona parte dei neurobiologi ritiene oggi che quello che sono io, in questo momento, coincida con la configurazione dell’insieme di questo milione di miliardi di contatti fra le cellule del mio cervello… Non c’è dubbio che le grandi strutture anatomo-funzionali del cervello di un essere umano sono dettate dal suo genoma» (E. Boncinelli, in I. Dionigi, a cura di, I classici e la scienza: gli antichi, i moderni, noi, Rizzoli 2007, pp. 98-99).