A. Schopenhauer e l’irrazionalismo metafisico.
«A. Schopenhauer… dichiara… che la scienza guarda al mondo solo dal di fuori, mentre la filosofia, grazie all’intuizione, guarda ad esso dal di dentro» (M. Schlick, Forma e contenuto: una introduzione al pensare filosofico, 1932, Boringhieri 1987, p. 94).
Irrazionalismo scientifico matematico, fisico, biologico.
«… gli irrazionalisti negano la razionalità scientifica e misconoscono il valore conoscitivo della scienza. Oggi il pericolo irrazionalista è… più grave… perché si cerca di smantellare la razionalità scientifica dall’interno, sostenendo che la scienza non è altro che una forma diversa di religione. In tal modo si nega ogni portata conoscitiva alla scienza e si profilano inquietanti figure di matematici, fisici, biologi irrazionalisti» (E. Agazzi, F. Minazzi e L. Geymonat, Filosofia, scienza e verità, Rusconi, 1989, p. 227).
La differenza di grado tra i composti organici e inorganici contro la volontà di vivere di A. Schopenhauer.
«J. Berzelius decise che la chimica della vita era qualcosa a sé stante, che obbediva ad una serie di leggi proprie inafferrabili. Egli affermava che solo un tessuto vivente può produrre un composto organico; è questo un esempio di vitalismo… nel 1828 il chimico tedesco F. Wöhler, uno studente di Berzelius, sintetizzò una sostanza organica in laboratorio… una sostanza bianca con proprietà identiche a quelle dell’urea, componente dell’urina. Secondo la teoria di Berzelius solo un tessuto vivente poteva produrre urea, eppure Wöhler la aveva ottenuta da un composto inorganico per semplice riscaldamento» (I. Asimov, Il libro di biologia, 1984, Mondadori 1988, pp. 4-5).