Arte astratta essenziale spirituale e conoscenza scientifica teorica formale.
«… ogni conoscenza sembra divenire sempre più completa man mano che ci allontaniamo dall’oggetto» (M. Schlick, Forma e contenuto: una introduzione al pensare filosofico, 1932, Boringhieri 1987, p. 92).
Astrazione e realtà: i limiti filosofico-scientifici del formalismo tra matematica e fisica.
«D. Hilbert, come quasi tutti i matematici suoi contemporanei, riteneva che gli enti matematici esistessero del tutto indipendentemente dal mondo reale… Dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento il gruppo di matematici raccolti sotto lo pseudonimo di Nicolas Bourbaki perseguì l’ambizioso progetto di risistemare tutta la matematica nella direzione già indicata da Hilbert… Divenne difficile capire come mai se la matematica è una costruzione priva di qualsiasi relazione con il mondo reale i suoi metodi fossero applicati con successo alla fisica… Il programma di Hilbert, ripreso dai bourbakisti, sul piano scientifico era in realtà già fallito negli anni Trenta in seguito ai famosi teoremi di incompletezza di K. Gödel (L. Russo, Perché la cultura classica: la risposta di un non classicista, Mondadori 2018, pp. 151-152).
K. R. Popper e l’epistemologia: astrazione teorica scientifica e controllo empirico: foto sperimentali delle eliche del DNA.
«… la doppia elica contribuì a portare il DNA alla ribalta… il grande chimico Linus Pauling… aveva annunciato proprio nel 1953 un modello a tripla elica, poi risultato sbagliato. Lo stesso Maurice Wilkins era convinto che si trattasse di un’elica e cercò di determinarla non come F. Crick e J. Watson mediante modelli ma attraverso la diffrazione a raggi X: le foto del suo laboratorio fornirono una conferma della struttura, e Wilkins condivise con loro il premio Nobel nel 1962» (P. Odifreddi, Il matematico impertinente, 2005, TEA 2008, pp. 302-303).