Il filosofo tedesco del Novecento Martin Heidegger (1889-1976) rilevava nel pensiero greco antico successivo a Parmenide di Elea essere da Platone nella filosofia occidentale stato l’oblio dell’essere come dimenticanza metafisica della unità ontologica: «… nella heideggeriana Teoria della verità di Platone (1940; 1942; 1947) Platone appare come un traditore dell’essere originario, come colui che oblia l’essere assoluto dell’ontologia e che precipita la metafisica nell’errore di identificare l’essere con l’essente» (Enzo Paci, La filosofia contemporanea, Garzanti 1974, p. 209).
La nostra filosofia occidentale si sviluppa nella antichità greca dal VII-VI secolo a. C. come pensiero razionale puro: naturalisticamente per la ragione greca l’essere è natura; natura è materia e materia è spazio; il presocratico o presofistico naturalismo monistico può così sfociare nel naturale materiale spaziale essere uno e immobile, immutabile ed eterno di Parmenide di Elea.
Come naturale materiale spazio secondo la ragione matematica geometrica pura l’essere è continuo e senza soluzioni, interruzioni, vuoti: la continuità spaziale astratta rende l’essere unità; nella infinita divisibilità della continuità l’essere è nella immobilità incapace di mutevole temporale processualità; la aprocessuale immobilità dell’essere eleatico parmenideo conseguiva dal presocratico monistico incipiente filosofico scientifico nostro pensiero occidentale.
Dal VII-VI al V-IV secolo a. C. il nostro occidentale pensiero filosofico scientifico si sviluppa in Grecia nel naturalismo materiale presocratico monistico e poi pluralistico: la monistica unica materia principio della realtà come fondamento sostanziale fisico di tutte le cose escludeva il vuoto viceversa affermato dai monisti presocratici nell’acqua con Talete, nell’indefinito con Anassimandro, nell’aria con Anassimene, nel numero razionale con Pitagora, nella terra con Senofane e nel fuoco con Eraclito; naturale materiale spaziale l’acqua di Talete, l’indefinito di Anassimandro, l’aria di Anassimene, il numero razionale di Pitagora, la terra di Senofane e il fuoco di Eraclito dovevano nella parmenidea eleatica pitagorica incommensurabilmente superata aritmogeometria essere ognuno principio infinitamente divisibile continuo unico unicamente onnipervasivo; Parmenide rilevava l’incoerenza del monismo materiale presocratico nella contraddizione fisica tra continuità spaziale e vuoto indicando la unilateralità della esclusività razionale e rispettivamente percettiva sensibile della via ontologica assoluta del principio della realtà e rispettivamente della via soggettivistica relativa della opinione individuale e aprendo alla bilateralità della inclusività metodologica teorica empirica della via soggettivistica oggettiva fenomenica della pluralistica logica fattuale; «in Parmenide la filosofia speculativa si viene a contrapporre consapevolmente alla scienza empirica» (Giulio Preti, Storia del pensiero scientifico, 1957, Mondadori 1975, p. 27) e «Parmenide… si limita a dire quel che l’essere non è, cioè a confutare quanto sull’essere aveva affermato la filosofia precedente» (Ernesto Codignola, Sommario di storia della filosofia, volume I, La Nuova Italia 1946, p. 35).
Nella fisica densità come massa o quantità di materia su volume o spazio ogni principio dei monisti presocratici richiedeva il vuoto materiale inconciliabile con la continuità spaziale astratta matematica geometrica pura: nessun principio monistico materiale prima di Parmenide di Elea corrispondeva all’essere uno e immobile, immutabile ed eterno eleatico definibile solo per opposizione ed esprimibile solo per negazione di molteplicità e movimento, mutamento e temporalità della realtà fisica sensibile fenomenica o apparente; alla apparente realtà fisica sensibile si rivolgono quindi i naturalisti presocratici pluralisti sulla metodologica filosofico-scientifica via del teorico empirico spiegare o salvare i fenomeni coi 4 elementi principi monistici reintegrati terra, acqua, aria e fuoco di Empedocle, cogli infinitamente divisibili semi originari od omeomerie particelle simili di Anassagora e cogli indivisibili atomi di Leucippo e Democrito; la atomistica discontinua o discreta materia è richiesta o postulata dalla mobilità fisica non pensabile in uno spazio materiale continuo o infinitamente divisibile e dunque comunque inesauribile; per Democrito in originario primitivo spontaneo naturale inerziale moto rettilineo uniforme gli atomi si muovono così nel vuoto materiale unico flessibile infrangibile spazio fisico continuo.
Sviluppando l’atomismo Democrito riportava alla realtà fisica sensibile fenomenica la continuità del flessibile infrangibile spazio materiale vuoto per astrazione portata alla continua spazialità matematica geometrica pura della infinita divisibilità spaziale e temporale spaziale della paradossale dialettica riduzione all’assurdo di molteplicità e movimento argomentata da Zenone di Elea a difesa di unità e immobilità, immutabilità ed eternità del razionale puro assoluto essere eleatico parmenideo.
L’unità dell’essere eleatico parmenideo troverà metafisica opposizione nel molteplice essere ideale iperuranio platonico: dell’essere uno si può ragionare solo negativamente dicendo che cosa non è e solo dell’essere molteplice si può ragionare positivamente dicendo che cosa è; ecco in Platone la dialettica oggettiva assoluta del mondo delle idee.
«Platone, in realtà, non ha mai presentato una chiusa teoria delle idee» (Francesco Adorno, Introduzione a Platone, Laterza 1986, p. 165): Platone aspira al sopraceleste iperuranio ma si muove nel sopraterrestre ipergeo: l’umano sapere è questione di ragione e metodo, astrazione e logica: la teorica empirica umana ragione costituisce la realtà oggettiva definendola secondo la ipotetico-deduttiva platonica dialettica metodologicamente ben corrispondente alla astrazione logico-matematica e matematica meccanica fisica: come spaziale scheggiatura atomicamente geometricamente definita la materiale informe pura spazialità cosmica fisica platonica è in linea con le ipotesi meccaniche di atomi e vuoto ed inerzialità del moto atomico del presocratico naturalistico pluralistico fenomenico atomismo.