Del motivare illudendo senza ingannare dice la promessa dello zio ai nipoti bambini di loro raccontare la storia del nonno per farli affaccendare: alla metà del Novecento nell’Italia rurale della famiglia contadina patriarcale i bimbi devono ancora fare lavoro ausiliare: coloni e mezzadri i contadini erano diametrali al padrone del loro fondo con casa, terra e animali.
Il patriarca della famiglia contadina era trapassato e a figli e nipoti onore e onere del fondo padronale aveva lasciato: come i fratelli e i cugini i nipoti giovanini avevano principiato l’ausilio lavorativo familiare appena deambulanti appoggiati ai crini a raccogliervi erbaggi fini: dopo la scuola e i suini a far lavorare i nipotini bastava il pensiero di ascoltare dallo zio da bravi ragazzini la storia del nonno paterno fatti gli scolastici veri compitini.
Nel pomeriggio lo zio contadino scarpe grosse e cervello fino alla faccenda fa lavorare ogni nipotino allettando il bambino con la finta intenzione del serale intrattenimento dei laboriosi nipoti ragazzini colla narrazione della storia del nonno buona anima e azione: alla sera del racconto alla loro curiosa rivendicazione ai nipotini lo zio della esistenza del proprio padre offre la riduzione: «Il nonno… sì… Il nonno si ammalò e morì, e così la sua vita finì».