Nella storia del nostro pensiero filosofico scientifico occidentale è all’antico greco classico Platone riconducibile la filosofia letteralmente metafisica: nel greco antico senso di superiore alla realtà fisica la dimensione metafisica supererebbe i limiti fisici della nostra umana esperienza percettiva sensibile; intendendo il fisico limite della esperienza possibile rappresentato dal cielo Platone definiva la dimensione metafisica iperuranio o mondo sopracceleste; essendo la sensibilità limitata al mondo fisico il sopracceleste iperuraneo mondo metafisico è sovrasensibile ed esclusivamente intelligibile o intuibile intellettualmente; alla particolarità fisica della intuizione sensibile è così da Platone opposta la universalità metafisica della intuizione intellettuale come rivelatrice di universali concetti o idee; il metafisico sopracceleste iperuranio è quindi per Platone il mondo delle idee come concetti costituenti la realtà in sé sussistente indipendentemente secondo il sapere umanamente non costituita per la verità oggettiva ma scoperta come verità assoluta; la non intuibilità sensibile rende però le metafisiche iperuranee idee assolute platoniche non suscettibili del controllo secondo l’esperienza percettiva reale della ragione empirica della scienza.
L’opposizione della filosofica ragione teorica empirica della scienza alla filosofia metafisica è inquadrabile nell’orizzonte percettivo sensibile della nostra umana cognizione come conoscenza ed esperienza in generale: l’evidenza empirica non va oltre se stessa e solo se stessa può validare; come mondo delle idee l’iperuranio sarebbe platonicamente esperito per intellezione o intuizione intellettuale; l’evidenza empirica porta però solo sulla realtà fisica sensibile e quindi non può non solo direttamente riscontrare la realtà metafisica ideale puramente intelligibile ma neppure indirettamente convalidare l’intellezione come strumento filosofico metafisico capace di proiettarci immediatamente nell’ideale iperuranio; l’esperienza percettiva sensibile della realtà fisica mostra effettivamente la corrispondenza di universali idee o concetti alle particolari fenomeniche apparenze del mondo reale e fa dunque considerare le idee astrazioni concettuali dall’esperienza e il loro empiricamente astratto mondo non assoluto sopracceleste iperuraneo ma umano sopraterrestre ipergeo.
Avventurosa ipergea è definibile la via della filosofia per il teorico empirico concettuale astratto pensiero razionale puro: dal riconoscimento percettivo sensibile fenomenico di verità e sapere come non scoperta ideale metafisica assoluta ma costruzione astratta fisica umana appare ragionevole la diretta proporzionalità dell’efficacia cognitiva alla purezza delle idee secondo la formalità del modello della realtà: secondo la ragione empirica della scienza volta a spiegare o salvare i fenomeni la conoscenza e l’intera esperienza possono umanamente apparire secondo la perfettibilità della fallibilità come limite dalla indeterminabile trascendibilità nell’orizzonte del quale è collocabile la stessa filosofia metafisica dell’antico greco classico proprio ideale iperuranio platonico.
Prima di Platone puramente razionale metafisica era la ontologia dell’essere uno e immobile, immutabile ed eterno di Parmenide di Elea: naturalisticamente e fisicamente essendo natura l’essere è materia ed essendo materia è spazio e come spazio è in senso matematico geometrico puro astratto unitaria infinitamente divisibile continuità; nella impercorribilità della infinitamente divisibile inesauribile continuità il naturale materiale spaziale essere uno è immobile; alla impossibilità del movimento richiesto dalla mutevole temporale processualità è quindi riconducibile immutabilità ed eternità dell’essere uno e immobile eleatico parmenideo.
Non finalistica ma meccanica la fisica eleatica parmenidea metafisica dell’essere uno e immobile, immutabile ed eterno era sviluppabile secondo la filosofica ragione teorica empirica della scienza: nel fenomenico greco antico presocratico o presofistico naturalistico pluralistico atomismo unità e immobilità, immutabilità ed eternità erano fisicamente riferiti al vuoto spazio postulato secondo l’ipotesi della originaria primitiva spontanea naturale inerziale rettilinea uniforme mobilità degli atomi nel flessibile infrangibile fondo cosmico: nell’orizzonte filosofico scientifico del sapere umano volto a spiegare o salvare i fenomeni sottodeterminanti o solo senza univocità e con sufficienza determinanti le teorie con Democrito di Abdera l’atomismo greco antico appare meccanico non rigido determinismo del caso e della necessità.
Alla razionale meccanica deterministica non rigida filosofica scientifica teorica empirica spiegazione fenomenica fatta di materia e movimento l’opposizione della filosofia metafisica si è dagli antichi greci classici Platone e Aristotele storicamente definita secondo la sovrapposizione del finalismo al meccanicismo: il nostro puro astratto pensiero filosofico scientifico occidentale si sviluppa col greco antico presocratico o presofistico naturalismo materiale passando dal monismo al pluralismo per l’insufficienza esplicativa del principio unico monistico dualisticamente integrato nella molteplicità pluralistica degli elementi della realtà fenomenica secondo il parmenideo eleatico rilievo della incoerenza della monistica introduzione del solutore interruttore vuoto nella matematica geometrica pura astratta continuità spaziale dell’onnipervasivo principio materiale pluralisticamente riferita al flessibile infrangibile vuoto spazio cosmico fondo della meccanica mobilità materiale: secondo il dualismo di materia e movimento il meccanicismo è dal greco antico naturalismo pluralistico fenomenico presocratico o presofistico definito dall’atomismo nel superamento della unità e immobilità, immutabilità ed eternità dell’essere eleatico secondo l’indivisibile atomo razionalmente teorico-empiricamente metodicamente ipotetico-deduttivamente postulato per limitare la astratta matematica infinita divisibilità dello spazio-tempo materiale e aprire alla atomica finitamente divisibile discontinua o discreta percorribile materia inerzialmente naturalmente mobile nella geometrica pura continuità del flessibile infrangibile infinitamente divisibile vuoto spazio fisico.
Secondo l’ipotesi del naturale spontaneo primitivo originario inerziale moto rettilineo uniforme dei materiali discontinui o discreti atomi nel flessibile infrangibile continuo vuoto spazio fisico lo sviluppo dell’atomismo di Leucippo da parte di Democrito di Abdera portava il pluralismo fenomenico casuale deterministico meccanico abduttivo teorico empirico pensiero filosofico scientifico greco classico alla filosofica formale ipotetico-deduttiva astratta greca ellenistica scienza: il caso e la necessità determinano la apparente fenomenica realtà: lo sviluppo democriteo portava l’atomismo greco antico ad aprire al compiuto meccanicismo riportando la casualità alla causalità dell’ordine legale naturale: nella materiale mobile meccanica natura i fenomeni sono atomisticamente spiegati o salvati secondo il caos cosmico fisico del regolare movimento dei discontinui o discreti atomi nel continuo vuoto spazio rispondenti al principio di inerzia: nella cosmica fisica flessibile infrangibile continuità spaziale la originaria primitiva spontanea naturale rettilinea uniforme inerzialità del movimento atomico è nel pensiero filosofico scientifico greco antico atomisticamente meccanicamente corrispondente alla liberazione energetica discontinua o discreta minima quantica delle particelle atomiche come massa degli atomi dalla tensione del vuoto spazio.
Per il naturale materiale spazio geometricamente continuo parmenideo eleatico il pensiero filosofico greco antico si portava al meccanicismo deterministico non rigido naturalistico pluralistico fenomenico classico atomistico recante alla ellenistica scienza muovendo dal naturalismo monistico presocratico: dall’iniziale monismo materiale presocratico la nostra filosofia occidentale imposta il meccanico discorso razionale puro scientifico fatto di materia e movimento aprendo al passaggio dal movimento materiale da vitale anima alla vitale anima da movimento materiale; il superamento della aritmogeometria nella scoperta incommensurabilità della continuità spaziale eleatica consolidava il presocratico monistico pitagorismo secondo la svolta geometrica matematica greca antica rivelatrice della corrispondenza del matematico mondo fisico al fisico pensiero matematico nel rilievo della purezza matematica nella astrazione geometrica dalla materiale spaziale realtà fisica meccanica.
La realtà fisica meccanica fatta di materia e movimento materiale era dal razionale puro pensiero filosofico scientifico greco antico riguardata nella generalità ideale concettuale della astrazione teorica dalla fenomenica apparenza della nostra umana esperienza percettiva sensibile: dalla definizione della materia come spazio secondo la geometrica spazialità era naturalisticamente logicamente sviluppata una matematica fisica cognitivamente applicabile alla naturale materiale spaziale dimensione fisica matematica apparente reale oggettivo mondo fenomenico razionalmente costituito tra astratta teoria e concreta sensibilità; dalla natura all’uomo la metodica ipotetico-deduttiva teorica empirica costituzione della apparente realtà oggettiva fenomenica si definisce nel pensiero greco dal periodo classico all’età ellenistica come età dello sviluppo della scienza nella psicogenetica teorico-empirica unità classica del sapere secondo la corrispondenza della realtà al pensiero per la corrispondenza del pensiero alla realtà.
La umanamente originaria corrispondenza del pensiero alla realtà tra psicogenesi e genesi storica del nostro umano sapere passa per la formazione di conoscenza ed esperienza umana secondo la razionale unione strutturale o formale della astratta teoria alla concreta esperienza percettiva sensibile: l’astrazione teorica dalla materiale mobile meccanica realtà fisica sensibile concreta si compie nella purezza della ragione filosofica scientifica per inquadrare tecnica e pratica nel contesto generale della logica e matematica teoria sintetico esplicativo riflesso dello spazio-temporale processuale apparente mondo fenomenico; nella pura razionalità del filosofico scientifico nostro pensiero occidentale la nostra umana intelligenza poteva esprimere pienamente il proprio carattere meccanico materiale mobile di azione fisica interiorizzata in operazione mentale di disposizione spaziale psichica e nella riflessione sulle relazioni materiali spaziali mentalmente rappresentate sviluppare il fondamentale sapere logico e matematico per la consapevole rigorosa ipotetico-deduttiva metodica ricerca razionale.
La nostra occidentale ricerca razionale pura filosofica scientifica ha storicamente riaffermato la propria considerazione meccanica della intera nostra umana esperienza: conoscenza, etica ed estetica significano rispettivamente verità, bene e bellezza; di verità, bene e bellezza l’orizzonte è la materiale mobile realtà fisica della percezione sensibile dell’uomo; secondo i fisici sensibili verità, bene e bellezza l’uomo costruisce le oggettive fenomeniche conoscenza, etica ed estetica filosoficamente definibili nella disposizione spazio-temporale rispettivamente speculare, ideale e armonica del reale meccanicamente costituito.
Il nostro occidentale greco antico razionale puro filosofico scientifico confronto col reale meccanicamente costituito è storicamente fondativo: «La grande tradizione della filosofia occidentale costituisce un immenso patrimonio che è un elemento costitutivo e vitale della civiltà» (Paolo Rossi, Introduzione a La filosofia, 1995, Garzanti 1996, volume I, p. 17).