PROF. MAURO LUCACCINI – FILOSOFIA e Catalogo online della Biblioteca microlatata filosoficamente configurata Filobiblìa oltrarno in Via Duccio Galimberti 19 a San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo: lucaccini.m@liceisgv.eu

Aneddotica trita del sentimento della vita 4: la mano del contadino al padrone signore

Nell’Italia rurale della prima metà del Novecento il rapporto lavorativo contadino padronale rimane latifondistico tradizionale: il padrone è il signor padrone e il contadino è in soggezione: contadina soggetta sottomessa esitazione del lavoro contadino vedeva espressa considerazione di padrone signore.

Il padrone signore era di grande famiglia signorile e il contadino era di grande famiglia contadina: il padrone passava dai contadini dei poderi della tenuta familiare per direttamente comunicare sullo svolgimento del rurale lavorare; a lavorare erano intenti i contadini grandi e piccini per cercare di fruttuosamente trasformare le risorse nei prodotti rurali di piante e animali per poi colla fattoria dividendo saldare e avendo il dovuto dato avere per le vitali esigenze guadagnato.

Al sopralluogo il contadino capofamiglia o capoccio è dal padrone in mezzo al lavoro trovato e dalla massaia moglie chiamato risponde imbarazzato: lavorando il contadino inevitabilmente le mani si era sporcato e incontrato dal padrone è all’inizio salutato e alla stretta di mano invitato è per le mani sporche dal padrone ben scusato nel riconoscimento del significato del lavoro prestato nell’abile impegno di gestore familiare oculato: «Padrone, ho le mani sporche… Le tue mani sporche mandano le mie pulite».