Alla umana memoria della familiare storia era ben intesa la gentilizia cappellina di una famiglia contadina dell’Italia rurale della prima metà del Novecento mondiale: col lavoro padronale il patriarca aveva potuto contare sulla rendita di un podere a famiglia contadina affittuale: la economica disponibilità da risparmiativa possibilità al capofamiglia poteva far pensare al monumento familiare per ricordare la umana vita mortale delle personalità individuali del proprio nucleo familiare rurale.
Per procedere a realizzare la gentilizia cappellina per il proprio nucleo familiare il patriarca rurale doveva avere il padronale benestare: il complesso cimiteriale comunale era nella proprietà padronale tra la fattoria e la chiesa locale: con considerazione liberale per la famiglia contadina affittuale dalla villa padronale arriva il consenso al monumento familiare.
Alla realizzazione del monumento familiare dal patriarca rurale tutta la famiglia è chiamata a collaborare: il lavoro familiare contadino valeva a compensazione dei costi per materiale e progettino: a completar l’opera il soffitto della gentilizia cappellina era infine fatto affrescare da locale pittorica mano fina: ad affresco terminato il pittore non solo economicamente è dal patriarca pagato: «Così affrescata la cappellina è una piccola Sistina».