Alla nostra umana percezione sensibile fenomenicamente la natura appare materia: la naturale apparente realtà materiale è meccanicamente disposta: spazialmente estesa la naturale materia è spazio e nel continuo infinitamente divisibile flessibile infrangibile spazio discontinua o discreta è mobile; nella mobilità della discontinuità la materia determina il divenire della natura; come mutamento materiale nel tempo il divenire della natura è determinabile secondo la casuale necessità della mobile spaziale processualità.
«Il modello del mondo formato da atomi e dallo spazio vuoto soddisfa il postulato fondamentale della intelligibilità della natura purché in ogni istante il movimento degli atomi sia determinato unicamente dalla loro configurazione e dal loro stato di moto all’istante che precede immediatamente» (Erwin Schrödinger, La natura e i Greci, 1948, in Erwin Schrödinger, L’immagine del mondo, Boringhieri 1987, p. 227).