Il puramente matematico spazio geometrico è umanamente dalla razionale nostra astrazione dallo empiricamente fisico spazio reale apparente fenomenico: la flessibile infrangibile estensione continua della spazialità fisica diventa la infinitamente divisibile continua spazialità matematica geometrica; la incommensurabile continuità spaziale matematica geometrica è affiancata dalla luminosa continuità spaziale fisica empirica; sul filo della scientifica astratta razionalità nella continua spazialità empirico-geometrica tra il sapere matematico e la realtà fisica la corrispondenza sta.
«Il dibattito mette in luce il vero significato del problema dello spazio: la geometria presa di per sé è un’astrazione; in concreto essa si prolunga nella fisica… Questa veduta concreta del problema si è tradotta in un grandioso progresso della scienza colla costruzione della teoria generale della relatività di Alberto Einstein… la quale… esemplifica e avvalora e fa fruttificare i principi della filosofia germogliata dalla critica non-euclidea» (Federigo Enriques, Le matematiche nella storia e nella cultura, 1938, Zanichelli 1982, pp. 306-307).