Come spazio il naturale materiale essere è immobile: nella reale apparente fisica flessibile infrangibilità lo spazio è lo sfondo fenomenico dalla ininterrotta continuità umanamente astratta nella razionale pura matematica geometrica infinita divisibilità; la inesauribilità dei punti della infinitamente divisibile spaziale continuità lascia nella immobilità l’essere di Parmenide di Elea della antica grecità.
«Se Parmenide tornasse oggi a Vallo di Lucania o al Capo Palinuro griderebbe al miracolo esaminando una macchina cinematografica e vedendo che essa dimostra in modo concreto e lampante la sua profonda sentenza filosofica sulla illusorietà del moto e del divenire» (Umberto Forti, Storia della scienza, volume I, Dall’Oglio 1968, p. 162).