Nel superamento meccanicistico dello essenzialistico finalismo delle sostanze l’anima scompare: il passaggio dal sostanzialismo tradizionale non scientifico allo scientifico funzionalismo delle relazioni fattuali lascia alla eterea anima il significato della vitale umanità.
«Mi sembra di capire dunque che gli scienziati non hanno anima e non vivono. E io che credevo che il desiderio di conoscere come è fatto il mondo fosse un bisogno dell’anima!» (Giuliano Toraldo di Francia, L’amico di Platone: l’uomo nell’era scientifica, Vallecchi 1985, p. 147).