Nella naturale spaziale materiale mobile meccanica mutevole temporale apparente realtà l’uomo al mondo sta: nella autocosciente esistenzialità la nostra umana vita tra la memoria e l’oblio ha necessità di giocare la partita.
«… se uno vivesse pensando senza interruzione all’approssimarsi inevitabile della morte impazzirebbe di certo. Condizione della vita normale è l’avvertire solo in casi sporadici il trascorrere del tempo» (Adam Schaff, La filosofia dell’uomo, Editori Riuniti 1963, p. 69).