Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale casuale necessaria determinata apparente realtà la autocosciente razionale spirituale umanità sa della vitale rischiosità: nella intuitiva intellettuale sensibilità alla vitale rischiosità la umana esistenzialità ha superiorità sulla istintiva generativa vischiosità.
«Chi chiede qual è il senso della vita chiede, in sostanza, che valore ha la vita e cioè se vale la pena di vivere o no… la domanda “Vale la pena di vivere?” non è suggerita solo dalla morte, che con la sua inevitabilità mette in forse ogni impegno ed ogni risorsa dell’essere umano… Anche la sofferenza, sia fisica che morale, soprattutto se immeritata, suggerisce la domanda “Ne vale la pena? A che pro soffrire?”» (Adam Schaff, La filosofia dell’uomo, Editori Riuniti 1963, pp. 68-69).