Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale reale apparente processualità dei nostri umani pensieri la bontà è gravitazionalmente nella medietà tra euforico entusiasmo e melanconico chiasmo di mentale disponibilità.
«In preda al solo entusiasmo l’uomo è un cieco o un folle che non sa dove lo condurranno i suoi passi. Senza entusiasmo è una mente arida e vuota anche se dotata di forte intelligenza. Può andare ovunque ma non ha alcuna forza che lo solleciti a muoversi in una direzione piuttosto che in un’altra» (Remo Cantoni, La vita quotidiana, 1955, Il Saggiatore 1972, p. 207).