Nella naturale materiale mobile meccanica determinata spaziale temporale reale apparente processualità la casualità non contrasta colla necessità: la possibilità della necessaria legalità rimanda alla casuale eventualità ed è per la umanità proprio rilevata dalla casualità.
«… possiamo solamente ammirare l’onestà intellettuale che spinse A. Einstein a ritirarsi… In tutti i suoi sforzi egli era guidato dal desiderio filosofico di comprendere. La sua relatività generale portò questo desiderio alla piena realizzazione… La nuova teoria dei quanta era di tipo differente comprendendo concetti il cui significato filosofico rimaneva oscuro. Non poteva conciliare col suo modo di pensare la supposizione che tutto in natura avesse significato solo dal punto di vista statistico… perché i processi elementari della natura sono governati da niente altro che il caso» (Cornelius Lanczos, Che cosa ha veramente detto Einstein, 1965, Ubaldini 1967, p. 131).