Coi seguenti testi secondo la funzione sociale l’educazione sia inquadrata filosofica umana formazione culturale personale al razionale critico scientifico pensiero indipendente disinteressato spirituale opposto alla interessata impaziente materialità.
«Nozioni d’ogni genere, in una misura mai pensata finora, e allestite in modi mai immaginati, vengono messe a portata delle masse; ma c’è qualcosa che non va nell’attitudine ad assimilare l’istruzione ricevuta in modo che giovi veramente a vivere. Una sapienza non elaborata è d’ostacolo al raziocinio e sbarra la via alla saggezza» (Johan Huizinga, La crisi della civiltà, 1935, Einaudi 1962, p. 46).
«Molti studenti curiosi e intelligenti delle scuole secondarie sono in effetti poco attratti dalle discipline scientifiche perché il loro studio non stimola il pensiero critico, ma si riduce il più delle volte alla memorizzazione di “verità” che debbono essere accettate sulla sola base del principio di autorità» (Alessandro Della Corte e Lucio Russo, La bottega dello scienziato: introduzione al metodo scientifico, Il Mulino 2016, p. 9).
«Siamo condizionati da cultura radicata nel subito, nell’immediato, nel presente, nel cosiddetto tempo reale, come se aspettare o pazientare fosse una perdita di tempo o addirittura indice di debolezza» (Vittorino Andreoli, Homo incertus, Rizzoli 2020, p. 186).
«Gli studenti sono cioè messi a contatto con risultati della scienza che debbono accettare sulla base del principio di autorità, senza dar loro alcuna idea del metodo con cui la scienza costruisce le proprie teorie; in altre parole sono invitati a memorizzare le soluzioni di problemi che ignorano. Si abbandona così ogni parvenza di pensiero critico» (Lucio Russo, Il tracollo culturale: la conquista romana del Mediterraneo 146-145 a. C., Carocci 2022, p. 249).