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Aforistico tema: l’intelligenza artificiale

Il computer tra psicologia e società e educazione è filosoficamente la intelligenza artificiale IA.

L’intelligenza artificiale IA non è autocosciente come l’intelligenza umana: l’intelligenza artificiale si è filosoficamente sviluppata dalla considerazione analitica della fondamentalmente sintetica autocosciente intelligenza umana; l’autocoscienza dell’intelligenza è filosoficamente rilevabile nella definibilità della realtà oggettiva secondo le cognitive mentali interiori sintattiche concrete strutture fisiche spaziali temporali di stazionaria permanente sostanza e mobile successiva causalità e costazionaria simultanea interazione.

Filosoficamente inquadrare criticamente scientifico-umanamente la dimensione psichica e sociale e educativa della macchina computer intelligenza artificiale IA.

«I sostenitori dell’analogia uomo-macchina ci propongono di considerare il comportamento umano in un modo non molto diverso da quello proposto dallo schema stimolo-risposta della psicologia comportamentistica. L’utilizzazione di questo schema, però, non ci permette di considerare aspetti fondamentali dell’attività umana, come, ad esempio, ogni attività creativa… I difensori della analogia con gli elaboratori digitali sembrano assumere implicitamente che la intelligenza ed il pensiero possono essere costruiti in modo additivo da alterazioni e trame di proposizioni atomiche. C’è, tuttavia, notevole evidenza psicologica che noi pensiamo e percepiamo in termini di Gestalten, che non sono semplicemente somme algebriche degli elementi in cui esse potrebbero essere analizzate» (Mariano Bianca e Doriana De Martino, La mente e la macchina, La Scuola 1978, pp. 25 e 142-143).

«… l’autocoscienza non è una proprietà di un computer classico, e nemmeno di un computer quantistico… il vero limite per il computer sta nell’assenza della creatività non-algoritmica, che proviene soltanto dalla autocoscienza… I computer sono privi di volere, incluso quello di controllarci. Perciò può succedere che ci controlleranno soltanto se chi li gestisce glielo imporrà mediante l’IA… Se per un computer la sempre maggior velocità è un pregio, per l’uomo è il contrario: solo lentamente egli può maturare e crescere armoniosamente» (Federico Faggin, Oltre l’invisibile, Mondadori 2024, pp. 149 e 162 e 250 e 301).


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