Di linguaggio e di azione
la sì valida anticipazione
da interiore riproduzione
nella sì oggettiva funzione
è bene chiara rilevazione
di umana libera decisione:
«… nella decisione la volontà
è sovrana» (Max Planck, p. 324).
Di linguaggio e di azione
la sì valida anticipazione
da interiore riproduzione
nella sì oggettiva funzione
è bene chiara rilevazione
di umana libera decisione:
«… nella decisione la volontà
è sovrana» (Max Planck, p. 324).
Adeguarsi al linguaggio per l’umanità
è adattato pensiero ben senza libertà:
la sì libera ben equilibrata spiritualità
è non oggetto ma soggetto di necessità
e bene teorica fenomenica spiritualità
è la superficiale spaziale fonda oscurità:
la materia è bene discontinua spazialità
nella bene spaziale flessibile continuità
e lo spirito è ben sì continua spazialità
nella sì spaziale flettente discontinuità:
«… alla materia caratteri di immaterialità
… il bisogno di riflettere… è il movimento
naturale ed insopprimibile dello spirito
umano» (Giuseppe Bozzetti, pp. 11-12).
Umanamente fenomenico mondo è relazionale:
fisica sostanziale è sì la sola necessità universale
ben dalla sì attuata originale possibilità iniziale
di flessione spaziale da condensazione materiale
di ben energetico alitale in sì atomico luminale:
«… l’energia in un campo gravitazionale bene è
negativa… quella racchiusa nella materia bene è
positiva… se l’Universo è sì proprio piatto allora
la somma totale bene della sua propria energia
risulta zero» (Margherita Hack, pagina p. 171).
Il comportamento alla mente riportato va:
in soggettiva umana sì spirituale spazialità
nell’ebbene sì flessibile psichica continuità
la discontinua atomica elementare gravità
è bene bilanciata dalla rigorosa razionalità
dello autocosciente io sì chiara spiritualità:
«Nel termine comportamento è già insito
sì il concetto di un attore individuale che
ben lo guida» (Wilhelm Hehlmann, p. 254).
Cognizione e scienza vanno teoricamente:
chimica senza i sì teorici atomi procedente
è la psicologia senza teorica umana mente:
di I. Kant l’Io penso sintetico autocosciente
è teorico-empiricamente psicologicamente
la prospettiva a ben vedere scientificamente
la umana soggettività sì atta specificamente
a pensare sì non associativo-analiticamente
ma ben cognitivo-oggettivo-sinteticamente
ad individuarsi oggettivo-oppositivamente:
«La coscienza ben collega il nostro io con le
esperienze degli eventi bene in quanto che
ci consente bene di comprendere la nostra
esistenza come una entità bene sì pensante»
(Rita Levi- Montalcini, pagina numero 22).
Oltre la sì semplice istintività
ad amore per cogente vitalità
il puro uomo emotivo ben va
dal puro amore per l’umanità:
«Io credo bene nell’uomo, e sì
questo bene vuole dire che io
credo bene nella sua ragione»
(Bertolt Brecht, pagina p. 640).
Dell’umano sapere la condizione
è in prospettica interpretazione
per ben vedere la strutturazione
secondo reale oggettiva relazione
suscettibile sì di vera cognizione
dalla argomentativa spiegazione
da interpretativa comprensione:
«… un contenuto è sì veramente
appreso… cioè si fissa… quando
è presente bene come struttura»
(Francesco de Bartolomeis, p. 316).
Per la sì strutturale purezza
senza arbitraria assolutezza
sintesi bene non è vaghezza
ma bensì chiarissima altezza
dominante bene la bassezza
della sì analitica leggerezza:
«Il processo mentale… così
alla idea compiuta risulta sì
… ben conoscenza per sintesi
… in una unità… concettuale»
(Paolo Semama, pagina p. 265).
Nel dominio della materiale necessità
della bene cogente fenomenica realtà
per l’umanità la realizzazione ben sta
non nel seguire la corporea istintività
ma nella davvero potente spiritualità:
«Friedrich Nietzsche rifiuta chiaro il
superamento di sé al servizio di legge
morale o spirituale» (J. P. Stern, p. 84).
Nella umanità lo anelito sì alla libertà
è in esorcismo materiale di mortalità
ma libero l’uomo sta nella spiritualità:
materialità è ben dominio di necessità
e gli esseri umani a portare sì bene va
alla non libera ma cogente superfluità:
«Dunque la persona come facente parte
del mondo sensibile è bene sottoposta
alla sua propria personalità bene sì per
il fatto di appartenere sì nel contempo
al sì ben superiore mondo intelligibile»
(Immanuel Kant, pagine pp. 103-104).