Nella leva delle umane volontà
ogni resistenza sì riequilibrerà
ogni potenza per la superiorità
se il proprio braccio estenderà
sul fulcro della cultura e realtà
per la uguaglianza nella libertà.
Nella leva delle umane volontà
ogni resistenza sì riequilibrerà
ogni potenza per la superiorità
se il proprio braccio estenderà
sul fulcro della cultura e realtà
per la uguaglianza nella libertà.
L’uomo ha propria potenza
nella volontà di resistenza:
l’uguaglianza è la tendenza
di libertà a corrispondenza
all’equilibrio dell’esistenza.
Tra spazio ed interiorità sta la umana temporalità:
fuori l’oggetto sì permarrà e dentro la soggettività
si costruirà la identità nella propria interna stabilità
in quanto memorizzerà e permanenza pure sì avrà
nella molteplice varietà della mutevole individualità:
per conservazione e reversibilità il tempo si riunirà
a esterna continua spazialità per ogni processualità:
tempo è discreta continuità in processuoggettività
e ben risolvendo sì ricostruirà in costruita formalità
rettificando circolarità d’interiore ed esteriore realtà.
L’uomo il sapere costruirà tra psicogenesi e storicità:
a distinguerci dalla realtà prima l’oggetto sì permarrà
e secondo la fisica solidità la massa poi si conserverà
e conservazione della quantità aprirà alla reversibilità
e per la fisica fluidità condurrà alla continua spazialità
e tra continuo e discontinuità il tempo si spazializzerà:
spazio-temporale intuitiva continuità conferma sì avrà
dalla pitagorica propria geometrica incommensurabilità
e per la temporalità da materia a processo si estenderà:
la continua fenomenica processualità spiegata sì si sarà
strutturando in atomi o globalità la spaziale temporalità.
Secondo uomo ed esistenza
nel sogno la vita sì esprimerà
dello idealismo la consistenza
ma alla sì indipendente datità
nell’incubo per la sua essenza
la produzione onirica riporterà.
Con la individuazione discorsiva pitagorica della incommensurabilità
la ragione greca antica ben riorientava il nostro pensiero occidentale
confermando bene la continuità intuitiva pura di spazio e temporalità
di punti e istanti matematicamente dissolvendo estensione strutturale
in adimensionale elementarità ben risolvendo la atomica discontinuità:
nella propria materialità e processualità la realtà è spaziale e temporale
ed in senso puramente matematico di spazio e tempo ha la continuità
e così contro il discreto atomico aritmo-geometrico pitagorico il reale
essere eleatico è continuo ma alla sua immobile eterna assoluta unità
l’atomismo opporrà il fisico fenomenico oggettivo atomo processuale.
Anassimandro di Mileto incomincerà l’applicazione alla realtà
della puramente generale occidentale greca antica razionalità
secondo l’intuizione pura della spaziale e temporale continuità:
l’indefinito è delle cose il principio continuo di reale definibilità
nelle processuali puntuali e istantanee strutturali discontinuità
e la terra è centrale e iniziale nella ontologica simmetrica unità.
In coscienza di sé e propria esistenza
l’uomo ben sente, ragiona ed esprime
e nella sua umana linguistica potenza
il sentimento della vita ben imprime
ma per la nostra espressiva carenza
la personale molla ognuno comprime
e silente al cielo stellato in riverenza
ben si rivolge e l’angoscia non reprime
per proiettarsi alla celeste eccellenza
e al puro grido di senso dalle sue cime
avere eco di universale vera essenza
nella speranza di superare umane rime
e del vero essere intuitiva intelligenza.
Tra il serbatoio istintivo della vita
e la riserva di volontà di potenza
è la domanda sull’umana partita:
l’angoscia della nostra esistenza
è il pozzo senza fondo in risalita
di senso a premerci per l’assenza.
Psicogenetica e culturale nella pura generalità la umana razionalità
è storicamente nella filosofia greca antica ben applicata alla realtà
e dei processi reali discorsivamente conferma la intuitiva continuità
secondo spazio e tempo ben ordinanti punti e istanti in discontinuità:
in Anassimandro continuo era ben lo sfondo indefinito della definibilità
di cose ed eventi nelle discontinue strutture di spazialità e temporalità
e nei primi pitagorici di punti e istanti ben era la discreta strutturalità
nella aritmo-geometrica puntuale estensione secondo la misurabilità:
riorientamento porterà di grandezze la pitagorica incommensurabilità
e di spazio e tempo si avrà la continuità per la puntuale inestensibilità:
la incommensurabilità è per la realtà continuità e la continuità è unità
e d’unità d’obliato essere eleatico si va a fenomeni di natura e umanità.