D’infinito la paradossalità
è sì nell’ubiqua continuità
e del continuo la ubiquità
riconduce alla ripetitività
della ben spaziale infinità.
D’infinito la paradossalità
è sì nell’ubiqua continuità
e del continuo la ubiquità
riconduce alla ripetitività
della ben spaziale infinità.
Di esistenza ed esperienza umana misura
è la caverna da fuoco di legna della natura
a scuro carboncino della simbolica cultura
e dalla alba al tramonto nella ragione pura
uomo mira poi a stabile ordinata struttura.
Nel processo di conservazione d’identità
umana memoria ha ben libera possibilità
nella esteriore spaziale infinita divisibilità
dell’interiorizzata permanente continuità
della sì vuota aperta materiale spiritualità.
Mediatrice di cultura dalla antichità
l’Italia ben apre alla moderna civiltà
riprendendo paradigma di classicità
della sì antica greca pura razionalità
della filosofica pitagorica mentalità:
pitagorica italica è bene scientificità
del fulcro della scientifica modernità
da Archimede a Galileo pura eredità
nella sì teorica sperimentale fisicità
passata a contemporanea umanità.
Nella conscia asfittica incorporazione
cultura è ben per la umanità aerazione
e dalla antichità greca sì la aspirazione
al sapere per razionale pura astrazione
è con Pitagora filosofia e educazione.
Della materia tutta spirituale continuità
prevede sì la spaziale infinita divisibilità
e dello spirito ogni ben libera possibilità
prevede la vuota spaziale processualità
ed ecco la umana materiale spiritualità.
Dopo umanistica e scientifica modernità
tra Sei e Settecento nell’Italia si passerà
con Giambattista Vico a culturale realtà
dello storicismo filosofia di conoscibilità
assoluta metafisica della storica umanità
per immediata intuizione di umana verità
fatta dall’uomo in propria storia e identità:
da decadenza di scienza conscia storicità
del mondo umano eccederà la specificità
dimenticando sì il metodo della classicità.
Nella ripresa della classicità come modello di umanità
Umanesimo e Rinascimento portano sì alla modernità
opponendo bene alla eterna natura la umana storicità
della coscienza storica rilevando sì la metodica qualità
della filosofica filologia della greca ellenistica antichità.
Con Federico Froebel la pedagogia vedrà
del gioco bene la umana evolutiva serietà
dell’educazione alla libera pura razionalità
fin da concreta combinatoria spontaneità
del bambino in sua propria prescolasticità
del giardino d’infanzia nella pura naturalità
sensibile nella e vitale e sociale spiritualità
e nei doni didattici per sua divina creatività:
in umana apertura alla natura la sensibilità
è ben integrata dalla razionale personalità.
Di Federico Herbart è la pestalozziana via
ben da realismo alla scientifica pedagogia
tra la filosofia e la sperimentale psicologia
per la antica classica razionale autonomia
nella contemporanea educativa strategia
del governo verso la ben etica deontologia
secondo la evolutiva mentale metodologia
degli interessi umani nella estesa armonia
della personalità sì superiore alla polimatia
con l’unità del sapere in completa sintonia.