La Rivoluzione scientifica è riferita al periodo dal 1543 al 1687: gli anni 1543 e 1687 segnano le fondamentali date di pubblicazione rispettivamente del De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico e dei Philosophiae naturalis principia mathematica di Isaac Newton; in astronomia e cosmologia Niccolò Copernico ripropone l’eliocentrismo ellenistico, la sintesi scientifica di Newton definisce la fisica classica e delinea il moderno sistema del mondo. Sul sistema eliocentrico copernicano la fisica matematica moderna è tuttavia innestata da Galileo.
Nel Seicento Galileo Galilei (1564-1642) fonda la scienza moderna rinnovando la approssimazione alla realtà e la conoscenza della natura e del mondo: «Galileo è eminente matematico, fisico ed astronomo, ma la sua grandezza di ravvisa non tanto nei contributi recati a queste discipline particolari quanto nell’idea che ha cercato di realizzare con un atteggiamento nuovo rispetto alla scienza della natura» (Federigo Enriques, Il pensiero di Galileo Galilei, in Federigo Enriques, Per la scienza, a cura di Raffaella Simili, Bibliopolis 2000, p. 249). Galileo basa la scienza fisica sul metodo scientifico rifacendosi ad Archimede e riprendendo l’antica scienza teorica greca ellenistica: «Alla fine del XVI secolo lo studio delle opere della scienza esatta ellenistica si intensificò… in Galileo l’obiettivo di recuperare la scienza ellenistica è del tutto chiaro ed esplicito» (Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna, Feltrinelli 2013, p. 402). Per la sintesi teorica e lo sviluppo metodico delle premesse della scienza fisica moderna Galileo è essenzialmente filosofo: «… il matematico, il fisico e l’astronomo non sono che aspetti diversi del Galileo filosofo, che pensa la natura razionalmente comprensibile secondo leggi matematiche semplici che si sforza di riconoscere»; la sintesi filosofico-scientifica di Galileo «… raccoglie l’eredità di antichi precursori, di Platone e di Democrito, e fonde i loro insegnamenti… e… agisce tanto più fortemente sui filosofi e sugli scienziati dopo di lui: su Bacone e Cartesio, su Huygens e Newton, nonché sugli innumerevoli prosecutori del metodo sperimentale in tutti i campi della scienza: fisica, chimica e biologica» (Federigo Enriques, Il pensiero di Galileo Galilei, in Federigo Enriques, Per la scienza, a cura di Raffaella Simili, Bibliopolis 2000, pp. 249-250).