In coscienza di sé e propria esistenza
l’uomo ben sente, ragiona ed esprime
e nella sua umana linguistica potenza
il sentimento della vita ben imprime
ma per la nostra espressiva carenza
la personale molla ognuno comprime
e silente al cielo stellato in riverenza
ben si rivolge e l’angoscia non reprime
per proiettarsi alla celeste eccellenza
e al puro grido di senso dalle sue cime
avere eco di universale vera essenza
nella speranza di superare umane rime
e del vero essere intuitiva intelligenza.