Della umanamente apparente fenomenicità
nella relazionale meccanica spaziale fisicità
la corpuscolarità è materialmente ondulatorietà
da gravitazionale inerzialità in spazialità
fisicamente infrangibile flessa da materialità
originata da condensazione di puntualità
di puntualmente inesteso spazio alitata da
fisica geometrica puntuale infinita densità
energia centrale materializzata da algidità
di superficialità di sfero spaziale portata a
flessibilità da materializzante energicità
di centro gravitatore di libera fotopsichicità
originariamente condensata costitutiva di realtà
materia dalla fisica atomica elementarità
spaziale luminosa spirituale corporeità
da automaterializzato spazio in geometrica purità:
<<La natura della luce era un vecchio casus belli…
Questa storica battaglia fra i corpuscoli di I. Newton
e le onde di Ch. Huygens era stata decisa a favore
delle onde all’inizio del XIX secolo dall’esperimento
della doppia fessura di Thomas Young>> (Leon Lederman,
La particella di Dio, Mondadori 1996, pp. 162-163):
<<Nel 1836… Sir William Hamilton nel cercare di
conciliare la teoria ondulatoria della luce con quella
corpuscolare mise in evidenza l’analogia formale
che esiste fra l’espressione matematica della propagazione
di una onda in un mezzo ad indice di rifrazione variabile
da punto a punto e quella del moto di una particella
materiale entro un campo di forze… la luce si propaga
… così>> (Tommaso Jervis, La materia, Garzanti 1942, p. 218).