Nella meccanica sottrazione di alterità
realtà senza possibilità è sì la necessità.
Nella meccanica sottrazione di alterità
realtà senza possibilità è sì la necessità.
Dalla meccanica realtà la meccanica intelligenza vedrà
umanamente la totale formale alterità della possibilità.
Nella interazione costituente la costitutiva soggettività
umanamente pur indipendente incontrata è sì la realtà.
L’umano sordo grido di esistenziale vitale strazio
si perde sì nell’insonorizzato abbacinante spazio.
Nell’orizzonte naturale della umana apparenza sensibile
l’intero cosmo fisico a materia e movimento è riducibile
e l’essere materiale è vuoto spazio flessibile infrangibile
dalla continuità ineludibile da fisica mobilità indivisibile.
Se la freccia del tempo a teso esteso punto risalisse
il flessibile continuo spazio sarebbe sì arco di Ulisse.
Nello energetico materiale strazio
del limite dello illimitato ben sazio
umano sì razionale puro pancrazio
è passare alla filosofia dallo spazio.
Se sì alla velocità luminare
spaziale continuità appare
della esistenza nel pensare
alla discontinuità abbadare.
Con il francescano agostiniano platonico aristotelismo
nel duecentesco bene cristiano religioso intuizionismo
Bonaventura da Bagnoregio va a teologico riduzionismo.
Con il siriaco arabo neoplatonico aristotelismo
nel medievale bene arabo ed ebraico grecismo
Alessandro di Hales va a universale ilemorfismo.