L’umano sordo grido di esistenziale vitale strazio
si perde sì nell’insonorizzato abbacinante spazio.
L’umano sordo grido di esistenziale vitale strazio
si perde sì nell’insonorizzato abbacinante spazio.
Nell’orizzonte naturale della umana apparenza sensibile
l’intero cosmo fisico a materia e movimento è riducibile
e l’essere materiale è vuoto spazio flessibile infrangibile
dalla continuità ineludibile da fisica mobilità indivisibile.
Se la freccia del tempo a teso esteso punto risalisse
il flessibile continuo spazio sarebbe sì arco di Ulisse.
Nello energetico materiale strazio
del limite dello illimitato ben sazio
umano sì razionale puro pancrazio
è passare alla filosofia dallo spazio.
Se sì alla velocità luminare
spaziale continuità appare
della esistenza nel pensare
alla discontinuità abbadare.
Con il francescano agostiniano platonico aristotelismo
nel duecentesco bene cristiano religioso intuizionismo
Bonaventura da Bagnoregio va a teologico riduzionismo.
Con il siriaco arabo neoplatonico aristotelismo
nel medievale bene arabo ed ebraico grecismo
Alessandro di Hales va a universale ilemorfismo.
Con l’aristotelismo neoplatonico arabo di siriaca via
nella medioevale araba ed ebraica sì greca filosofia
Guglielmo d’Alvernia ben invita alla agostiniana scia.
Con il dover mostrare l’accordo tra la fede e la ragione
del XII secolo bene con la unione di filosofia e religione
l’ebraico Mosè Maimonide giova alla tomistica cagione.
Con la volontà della conciliazione tra la fede e la ragione
nella sì proprio medioevale ebraica filosofica riflessione
a creazione Avicebron unisce neoplatonica emanazione.