Nella meccanica sottrazione di alterità
realtà senza possibilità è sì la necessità.
Nella meccanica sottrazione di alterità
realtà senza possibilità è sì la necessità.
Dalla meccanica realtà la meccanica intelligenza vedrà
umanamente la totale formale alterità della possibilità.
Nella interazione costituente la costitutiva soggettività
umanamente pur indipendente incontrata è sì la realtà.
L’umano sordo grido di esistenziale vitale strazio
si perde sì nell’insonorizzato abbacinante spazio.
Nell’orizzonte naturale della umana apparenza sensibile
l’intero cosmo fisico a materia e movimento è riducibile
e l’essere materiale è vuoto spazio flessibile infrangibile
dalla continuità ineludibile da fisica mobilità indivisibile.
Se la freccia del tempo a teso esteso punto risalisse
il flessibile continuo spazio sarebbe sì arco di Ulisse.
Nella sì umana civiltà
da conscia razionalità
al classico è solennità.
Nel nostro proprio umano dialogo sì civile
allo altrui razionale orizzonte in verbali file
tra l’autosufficiente circolo e le vuote pile
del discorso è bene a ciascuno il suo stile.
Nello energetico materiale strazio
del limite dello illimitato ben sazio
umano sì razionale puro pancrazio
è passare alla filosofia dallo spazio.
Se sì alla velocità luminare
spaziale continuità appare
della esistenza nel pensare
alla discontinuità abbadare.