Nella apparente materiale realtà
a quiete legandosi l’immutabilità
il mutamento vuole sì la mobilità
e uno con la propria temporalità
per il moto richiede la spazialità.
Nella apparente materiale realtà
a quiete legandosi l’immutabilità
il mutamento vuole sì la mobilità
e uno con la propria temporalità
per il moto richiede la spazialità.
Mirando sì alla apparente realtà
umana filosofica cosmica verità
supera la cristallizzata comodità
della formula senza universalità.
Secondo nostra propria umana genia
nell’amore di sapere ben della filosofia
pitagorica è quadruplice scientifica via
disciplinare della musica e astronomia
insieme con l’aritmetica e la geometria.
Nella stretta della necessità
l’uomo al mondo sì guarderà
e ben dalla certa universalità
nel dubbio giù si affrancherà
in filosofica cosmica libertà.
Nella mobile grave materialità
la quiete nell’equilibrio ben sta
e quiete all’uomo la sintonia dà
colla continua infinita spazialità
della sì umana apparente realtà.
Coordinata oggettività
la nostra umana verità
converge in puntualità
della infinita spazialità
della apparente realtà.
Oltre la comune mondite
secondo apparente realtà
dalla metafisica universite
all’equilibrio l’uomo andrà
nella sì filosofica cosmite.
Dell’uomo ben il rimandare
per il divagare del rifiutare
è in espressione popolare
stare nell’albero a cantare.
In spaziale reale apparenza
di nostra umana esistenza
in matematica eccellenza
è ben discreta conoscenza
di continua infinita potenza.
Esteriore sì dall’avvio
umano spirito sono io
alla libertà mai restio:
spaziale tempo è mio
e alla materia lo rinvio.