Dallo zero alla propria infinità
ogni discreto numero ben ha
la sua origine nella continuità
della duplicata quadrata unità
secondo o il pari o la disparità.
Dallo zero alla propria infinità
ogni discreto numero ben ha
la sua origine nella continuità
della duplicata quadrata unità
secondo o il pari o la disparità.
In processo esaurito
or temporale partito
sfiora sì l’eterno dito
in spazio sì appuntito
del ben vuoto infinito.
La umana verità sufficiente è mostrata:
la teoria dai fenomeni non è necessitata
e dall’esperienza non è mai confermata:
spiegazione vuol la realtà non duplicata
e la sufficienza teorica mai moltiplicata
e degli atomi la limitazione sì mobilitata.
Nella spaziale e temporale realtà
la libertà sì dalla materiale gravità
è nella dissolta umana organicità.
Nella sì materiale sua potenzialità
la nostra umana libera spiritualità
controlla e si conduce per gravità
e peso ben posto dice sì la bontà.
Nella spaziale materialità
della sì umana spiritualità
tra esteriorità e interiorità
di forze gioco è da gravità
e condotta ben riprenderà
chi di peso mal posto dirà.
Esteriore spaziale materialità
a spirito consistenza bene dà
e in sì forte spirituale umanità
tra mente e corpo sì la gravità
la tradizionale anima eterea fa.
Nella personale difesa
a confermarsi ben tesa
dietro il bene sì distesa
condivisione disattesa
ignora avvertita offesa.
Nero è corpo della cultura
ed energetico oltre natura
la luce della realtà cattura
e all’uomo calore procura.
La razionale e simbolica nostra umanità
sintattica e semantica la intelligenza ha
da sintassi oggettiva significando realtà
secondo costituita apparente oggettività
nella autocosciente ideale intenzionalità.