La scienza francese sette-ottocentesca
L’impulso rivoluzionario e napoleonico alle istituzioni scientifiche è in Francia accompagnato da una fioritura delle scienze.
Giuseppe Luigi Lagrange ben riduce la meccanica all’analisi, e Pierre Simon de Laplace unisce alla meccanica analitica celeste il più rigido determinismo cosmologico; con le sue serie Joseph Fourier chiarisce poi matematicamente la propagazione fisica del calore e Sadi Carnot pone le basi della termodinamica e del suo secondo principio con la conseguente questione dell’entropia o disordine dell’universo.
La pila di Alessandro Volta apre al passaggio dalla elettrostatica alla elettrodinamica, nel cui campo sono poi considerevoli i contributi di André-Marie Ampère; alla newtoniana teoria corpuscolare della luce Augustin-Jean Fresnel oppone invece la teoria ondulatoria della luce come vibrazione od oscillazione meccanica dell’etere cosmico.
Dopo Lavoisier e Berthollet decisivo è per la chimica il contributo di Amedeo Avogadro, che ben pone le basi della distinzione tra atomo e molecola.
Grande importanza hanno i contributi scientifici sette-ottocenteschi francesi alle scienze naturali con i nuovi studi biologici.
Tra scienze e filosofia: il pensiero positivistico
Il positivismo si dispiega dal 1830 alla fine dell’Ottocento: espansione coloniale, industrializzazione, società tecnico-scientifica portano bene sviluppo economico e trasformazioni sociali; la visione del mondo positivistica è colta e borghese, pragmatica e fiduciosa nella razionalizzabilità scientifica del mondo.
La fioritura scientifica francese sette-ottocentesca dalla matematica alla fisica e dalla chimica alla biologia fa ben da sfondo allo sviluppo del positivismo: il positivismo nasce in Francia nella prima metà dell’Ottocento con Auguste Comte, ma non tarda però a diffondersi in tutta Europa secondo le varie tradizioni filosofiche nazionali come l’empirismo in Inghilterra; “positivo” è sinonimo di “fattuale”, e così per il positivismo la scienza è un sapere di fatti empirici e di leggi sperimentali che stabiliscono le relazioni tra i fatti secondo il metodo induttivo osservativo-descrittivo-esplicativo.
Il positivismo riprende le istanze dell’Illuminismo, e così si propone di portare i “lumi” della “ragione scientifica” in ogni campo per un “rischiaramento” ed una riforma della società: la scienza unifica la cultura e la società occidentale; e la filosofia è ormai semplicemente influenzata dalle scienze. Il positivismo si propone però nei termini filosofici della interpretazione totale della realtà secondo la pretesa idea del sicuro progresso dell’umanità garantito dalla scienza; e alla infallibile scienza cerca di guadagnare l’uomo dando vita alla sociologia come scienza dei fenomeni sociali e del “fatto sociale”.
Comte e il positivismo sociale francese
L’effettivo fondatore del positivismo sociale francese Auguste Comte (1798-1857) esalta la scienza quale indagine rigorosamente basata sui fatti, e sopra la oggettività fattuale ben intende dover riposare la approssimazione ai problemi umani con una politica scientifica positiva che studi lo sviluppo della società.
La storia e la vita individuale mostrano per A. Comte come nel suo sviluppo intellettuale l’umanità attraversi 3 stadi o stati: 1) teologico, 2) metafisico e 3) positivo; la civiltà ha quindi uno svolgimento simile alla crescita dell’uomo singolo, «teologo nell’infanzia, metafisico nella giovinezza e fisico nell’età virile», perché nella fanciullezza dominano immaginazione e fantasia, nell’adolescenza prevale la ribellione e nella maturità si ricerca un equilibrio ponendo un limite agli aneliti delle età precedenti per trovare una propria stabilità.
Il primo stadio o stato è dunque il teologico o fittizio: l’uomo ricerca per A. Comte la causa ultima essenziale delle cose ben riferendole fantasticamente a forze magiche, ad entità soprannaturali, a divinità; in questa fase la società è schiavistica e bellica, il governo è teocratico e militare.
Lo stadio o stato metafisico o astratto è riguardabile come un periodo di transizione: è il momento della filosofia, che sostituisce per Comte la divinità con entità astratte; nella crisi sociale al disordine ed alla lotta degli egoismi ben si risponde con un patto giuridico fra le forze sociali.
Il terzo stadio è lo stadio positivo o scientifico riconducibile a grandi personalità quali Francesco Bacone, Galileo, Cartesio: alla ricerca del “perché” ultimo ed essenziale delle cose ben subentra la ricerca del “come” dei fenomeni ovvero della loro modalità di accadimento, cioè delle leggi che governano gli eventi; e fine ultimo diviene per Comte il benessere generale della collettività raggiungibile scientificamente ossia con interventi basati sul sapere scientifico.
Per Comte lo stato positivo è bene il termine finale di un processo: secondo il criterio della decrescente semplicità e generalità le scienze guadagnano lo stadio positivo secondo l’ordine logico-cronologico: astronomia, fisica, chimica, biologia e “sociologia” o “fisica sociale”; la matematica e la logica non figurano perché riferimento di ogni scienza, la psicologia perché non è scienza autonoma.