Da sì insicuro sensibile emotivo fuoco
è umanamente superato materiale loco
di sì sicura inclinazione a proprio gioco:
«… vita tenace di un mondo interno… è
l’originalità di Giacomo Leopardi… morale»
(Francesco De Sanctis, volume 2, pagina 405).
Da sì insicuro sensibile emotivo fuoco
è umanamente superato materiale loco
di sì sicura inclinazione a proprio gioco:
«… vita tenace di un mondo interno… è
l’originalità di Giacomo Leopardi… morale»
(Francesco De Sanctis, volume 2, pagina 405).
Della sicura opportunistica autoconvinzione
la ricerca di libertà secondo istintiva passione
è umanamente sì proprio la grande illusione:
della insicura disinteressata autorilevazione
da emotiva pensierosa materiale rarefazione
la mentale rappresentazione è autoelevazione:
«… l’annichilirsi dei mistici… era bene sì un
assottigliarsi e perdere peso per diventare Dio»
(Salvatore Natoli, ETS Pisa 2003, pagina 48).
Secondo la psicofisica unità
della ben biologica umanità
filosoficamente richiamo sta
che a umana intelligenza si va
da apertura della interiorità
bene oggettiva soggettività:
«… la coscienza superiore… si
manifesta… nell’autocoscienza»
(Rita Levi Montalcini, p. 58).
Alla ben biologica funzionalità
nella mentale rappresentatività
alla bene vera libera spiritualità
l’uomo va nella definita idealità:
assorbita la inerziale materialità
nella emotiva riflessiva interiorità
idee non gravitano in reciprocità
ma son gravitate da personal unità
sì sintetica oggettiva soggettività
in temporale interiore spazialità:
«Questo spazio… aperto sì bene da
memoria e anticipazione è il tempo»
(Carlo Rovelli, Adelphi pagina 171).
Nella sì insensibile sicurtà
la umana psichicità non va
a grave non inerte moralità:
di sicuro istinto inerzialità
incorporata dalla emotività
è nella insicura sensibilità
alla sì ideale morale gravità
in autocosciente razionalità:
«… il determinismo psichico
esclude… soltanto la credenza
esistano azioni non motivate»
(Mariangela Priarolo, p. 121).
In ironico rovesciamento requisitorio
del richiamo in causa autoassolutorio
umanamente tragico bene educatorio
parodia è il canto del capro espiatorio
iniquamente disconosciuto meritorio:
«… il dovere vuole la lotta e il sacrificio:
lotta contro ciò che siam naturalmente
… sacrificio… ben per diventare ciò che
non siamo… Lo sforzo ben di superarci
… costituisce la personalità e il carattere»
(Armando Carlini, La vita dello spirito, p. 31).
Del semplice pensierismo le impure tese
sono sì ben distese nello spurio linguese:
sentimento senza la pura gratuità cortese
il sentimentalismo è sì in sentimentalese
al sicuro bilancio di sì giustapposte spese
e non alla sintesi delle insicurezze intese:
«… si osserva bene sì con quanta facilità
gli assertori della bene sì statica identità
del conoscere coll’operare… passino sì…
alla sofistica e alla rettorica ben proprio
in rispondenza dei loro propri comodi»
(Benedetto Croce, La storia, pagina 32).
Centro di ben permanente gravità
è in temporale spaziale interiorità
della sintetica umana soggettività:
grave non inerte psichica idealità
è gravitata dalla autocoscienzialità
nella teorica empirica oggettività
alla verità da intellettuale onestà
e alla bontà dalla morale gratuità:
«La autocoscienza attiva dell’io…
è un equilibrio mentale di portata
etica» (Fernando Savater, p. 203).
Da sostanziale solida permanenza di temporalità
la interiorizzazione attiva della plastica spazialità
è umanamente eternità della sì libera spiritualità:
contrariamente alla ben spaziale fisica materialità
per la psichica sintetica grave non inerte idealità
in permanente temporale sì spaziale interiorità
ad umano spirito è bene sì eterna spaziosa libertà:
nel tempo spazio interiore sta la idealistica verità:
«… il tempo è proprio la stoffa di cui è sì costituita
la umana vita psichica» (Henri Bergson, pagina 8).