Agli allievi Parmenide poteva dire che a Talete mancava l’aria e ad Anassimene mancava l’acqua, che il dio di Senofane stava coi piedi per terra ed Eraclito stava nel canto del bruciante fuoco tra oscuranti fumo e cenere e che Anassimandro abbozzava la geografica lineare definizione cartografica colla alitosa algida puntuale atomica condensa e Pitagora col proprio teorema applicato alla diagonale metà del quadrato aveva rilevato la continuità dello spazio geometrico e quindi i razionali numeri aveva poi dato solo a misura dello atomico spaziale fisico condensato.
Secondo la pitagorica geometrica continuità spaziale il naturale fisico essere reale era matematicamente da Parmenide considerato unitaria sfera materiale ininterrotta piena unità di totale spazialità; dello sferico finito illimitato essere dell’eleate Parmenide la infinita illimitatezza era poi rilevata dall’eleatico Melisso.