Nella individuale autocoscienza
nell’uomo la vita è sì esistenza.
Nella individuale autocoscienza
nell’uomo la vita è sì esistenza.
Nella coscienza del vitale rischio
umano supera generativo vischio.
Umana scelta da razionale volontà non data
bensì con ragioni motivata è razionalizzata.
Nella vigile cosciente razionalità
è umana libera scelta da volontà.
Alla umana memoria della familiare storia era ben intesa la gentilizia cappellina di una famiglia contadina dell’Italia rurale della prima metà del Novecento mondiale: col lavoro padronale il patriarca aveva potuto contare sulla rendita di un podere a famiglia contadina affittuale: la economica disponibilità da risparmiativa possibilità al capofamiglia poteva far pensare al monumento familiare per ricordare la umana vita mortale delle personalità individuali del proprio nucleo familiare rurale.
Per procedere a realizzare la gentilizia cappellina per il proprio nucleo familiare il patriarca rurale doveva avere il padronale benestare: il complesso cimiteriale comunale era nella proprietà padronale tra la fattoria e la chiesa locale: con considerazione liberale per la famiglia contadina affittuale dalla villa padronale arriva il consenso al monumento familiare.
Alla realizzazione del monumento familiare dal patriarca rurale tutta la famiglia è chiamata a collaborare: il lavoro familiare contadino valeva a compensazione dei costi per materiale e progettino: a completar l’opera il soffitto della gentilizia cappellina era infine fatto affrescare da locale pittorica mano fina: ad affresco terminato il pittore non solo economicamente è dal patriarca pagato: «Così affrescata la cappellina è una piccola Sistina».
Lo spirito non è spianato dalla massa naturale
per bene umana razionale inerzialità culturale.
Nella massa culturale della ragione bene pura
è umano spirituale bilanciamento della natura.
Nella proverbiale rotondità del povero mondo vario
è il nostro umano pessimismo culturale secondario.
Nella ben proverbiale bellezza del mondo vario
è il nostro umano ottimismo naturale primario.
Alla mobile materialità nella opposizione
l’altro mondo è l’eterna contemplazione.