Lo psicodramma sviluppa la moralità:
l’immedesimazione prevede l’empatia:
la catarsi purifica l’umana sensibilità
e ci ritroviamo cogli altri nella simpatia.
Lo psicodramma sviluppa la moralità:
l’immedesimazione prevede l’empatia:
la catarsi purifica l’umana sensibilità
e ci ritroviamo cogli altri nella simpatia.
La materiale spaziale geometrica continuità
riduceva l’essere eleatico di Parmenide e Zenone all’unità:
matematicamente considerata la fisica realtà
non poteva logicamente ammettere vacuità:
coerente monismo prevede piena unicità
e il principio il divenire risolve ma non spiegherà:
il mutamento delle cose il pluralismo riferirà
agli elementi naturali della fenomenica realtà
ed empiricamente nell’atomismo convergerà
per limitare dello spazio l’infinita divisibilità
e di Leucippo l’ipotesi atomica Democrito svilupperà
e nel vuoto il moto degli atomi spontaneo postulerà
per render ragione di trasformazioni e gravità
alla quiete il moto equiparando nella continuità:
l’ipotesi atomica i fenomeni salverà
affermando l’idea meccanica della realtà:
meccanicamente il mondo è materia e mobilità
e i fatti son determinati secondo necessità;
quantitativamente risolvendo ogni qualità
con l’atomismo matematicamente s’interpreterà.
Di Parmenide la via dell’essere passerà
per la considerazione matematica della realtà:
alla pitagorica incommensurabilità
corrisponde la spaziale geometrica continuità
secondo l’astratta infinita divisibilità
nella quale l’estensione del punto atomico si dissolverà:
come materia l’essere è spazialità
e come spazialità è piena continuità:
la continuità comporta l’assoluta unicità
e all’apparenza sensibile la ragione oppone la realtà
dell’essere uno nell’immobilità
contro l’esperienza di moto e molteplicità:
tra logica e intuizione Zenone difenderà
di molteplice e movimento l’impossibilità.
Per Pitagora è il numero il principio della realtà
come materia spazialmente ridotta all’unità:
monade è matematicamente il punto
alla sua estensione minima giunto:
dell’atomismo geometrico il principio si supererà
con l’individuazione pitagorica dell’incommensurabilità.
Per Anassimandro il principio è astratto
e accoglie le linee di ogni ritratto:
la materia nel suo continuo strazio
si definisce nell’indefinito spazio:
nel mondo le cose risultano geometria
e la terra è al centro per simmetria.
L’anima nostra vuol l’immenso
ma nell’inattingibile certezza
qui ed ora si decide il senso.
Per terra, in acqua e nei mari
la vita è costretta tra binari.
Classico è nell’anima mia
ritrovare la diritta via.
Il mondo di Dante non può esser vano:
è intellettuale e sensibile, antico e cristiano.
Solo all’esteta basterà
la bellezza senza verità.