Con il numero principio della totale natura
della spaziale materia alla continuità pura
Pitagora risale da incommensurabile stura.
Con il numero principio della totale natura
della spaziale materia alla continuità pura
Pitagora risale da incommensurabile stura.
Con l’aria quale principio del reale
nel sì totale ben spaziale materiale
Anassimene al continuo non risale.
Coll’indefinito principio di reale definibilità
della naturale continua spaziale materialità
Anassimandro risolve la infinita divisibilità.
Coll’acqua unico e solo principio materiale
per salvare bene sì la mobilità processuale
di materia Talete discontinuo fa lo spaziale.
Se spaziale è della materia la via
di cosmico fisico naturale strazio
di reciprocità di massa e energia
allora sì in principio era lo spazio.
Aforistica rimata via alla filosofia fa richiamare
il fondo del nostro umano esterno smanaccare
nel sì flessibile infrangibile totale spazio stare:
nella naturalità meccanica all’uomo è passare
dal materiale sì spaziale mobile fisico avanzare
al sì temporale processo nell’interiore operare
autocosciente rappresentativo reale ordinare
a ben intelligente riflesso possibile inquadrare.
Nell’interazione colla realtà
dal foro bene dell’interiorità
in rappresentata esteriorità
dalla sì bene riflessa attività
nell’uomo l’intelligenza sì va
da autocoscienza e umanità.
Il nostro pensiero filosofico scientifico occidentale si sviluppa nell’antichità greca secondo la purezza razionale astratta teorica empirica della nostra umana meccanica intelligenza fatta di materia e movimento nello psicostorico superamento del finalismo del mitico religioso antropomorfismo dello umanizzato naturale ordinamento: «I primi tentativi di filosofia successero in Grecia: il primo che meriti il nome di filosofo è Talete… Nato a Mileto circa il 624 a. C. egli insegnò che tutto deriva dall’acqua… Il merito principale di Talete consiste nella tendenza schiettamente scientifica per cui è in aperto contrasto col mito signoreggiante in tutti i suoi predecessori» (Francesco Fiorentino, Manuale di storia della filosofia, a cura di Augusto Guzzo, La Nuova Italia 1947, p. 11): «La vera e propria indagine razionale circa il principio delle cose sorge in forma sistematica e continuativa fra la fine del VII e il principio del VI secolo a. C. nella città della Ionia asiatica… Mileto… i milesi devono essere considerati già filosofi nella pienezza del termine per la potenza della concentrazione, per la struttura logica che imprimono al loro ragionamento, per l’assoluto disinteresse teoretico della loro indagine circa l’origine e l’essenza della realtà» (Ernesto Codignola, Sommario di storia della filosofia, volume I, La Nuova Italia 1946, pp. 23-24): «I filosofi presocratici hanno per la prima volta realizzato quella riduzione della natura all’oggettività che è la prima condizione di ogni considerazione scientifica della natura» (Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, Utet 1958, volume I, p. 13).
Dal VII-VI secolo a. C. nel mondo greco antico si realizzano le condizioni storiche della filosofica scientifica razionale pura astratta teorica empirica umana meccanica intelligenza: dagli antichi presocratici o presofisti nella greca nostra civiltà occidentale alle esigenze concrete della vita l’uomo ha naturalisticamente potuto scientificamente rispondere inquadrando pratica e tecnica nel contesto generale astratto teorico secondo il culturale puro disinteressato interesse della filosofia produttivo ozio dell’amore di sapere: «Nel VI secolo a. C. i maggiori pensatori greci si volsero ad una analisi razionale del mondo fisico… Questa analisi fu chiamata filosofia o amore della sapienza e comprendeva in una indagine unica quello che noi oggi distinguiamo in filosofia e scienza» (Chester G. Starr, Storia del mondo antico, 1965, Editori Riuniti 1968, p. 271): «Con i Greci si fa sentire per la prima volta nella storia dell’umanità il bisogno di strumentare l’intelligenza onde pervenire alla spiegazione del mondo e dei suoi fenomeni» (Carl Grimberg, Storia universale, Dall’Oglio 1965, volume II, p. 6).
L’inquadramento generale astratto teorico dell’esperienza reale è per la umana meccanica intelligenza la scala per salire nella contemplazione del mondo secondo lo spirito teoretico della conoscenza per la conoscenza storicamente emerso nel sesto secolo avanti Cristo con il greco antico amore di sapere della nostra occidentale filosofia scientifica: «La civiltà dell’Occidente sviluppatasi dalle origini greche si basa su una tradizione filosofica e scientifica cominciata a Mileto due millenni e mezzo fa… Il discorso filosofico e l’indagine scientifica sono dunque strettamente legati: la dottrina etica che nasce da questo legame individua il bene nella conoscenza obiettivo dello studio disinteressato» (Bertrand Russell, La saggezza dell’Occidente, 1959, Longanesi 1961, TEA 2012, p. 15).
Antico greco è il razionale puro generale astratto teorico empirico nostro occidentale pensiero filosofico scientifico: «Il fatto che la grecità abbia accolto da altri popoli elementi e impulsi culturali… non esclude affatto la profonda originalità del genio greco: il trapasso dal mito e dalla tecnica utilitaria all’indagine razionale e disinteressata è opera sua; la speculazione greca per prima ha dato forma sistematica alle esigenze logiche della mente, cioè ha posto le fondamenta di ogni scienza, e ha concepito la filosofia come soluzione dei problemi universali della realtà e come autocoscienza dell’uomo» (Ernesto Codignola, Sommario di storia della filosofia, volume I, La Nuova Italia 1946, p. 22).
Nello sviluppo storico gli antichi Greci conobbero la filosofica scientifica razionale pura disposizione teoretica al sapere per il sapere: il filosofico amore di sapere prevede la credenza nella conoscenza perseguita per l’intrinseco valore secondo la libera ragione consapevole di sé e solo in se stessa confidente: «… la tradizione filosofica dell’Occidente differisce dalle speculazioni dello spirito orientale. Non vi è nessun’altra civiltà oltre a quella greca nella quale un movimento filosofico vada a braccetto con una tradizione scientifica. E’ questo che imprime alla cultura greca i suoi lineamenti peculiari; è questa tradizione dualistica che ha configurato la civiltà occidentale» (Bertrand Russell, La saggezza dell’Occidente, 1959, Longanesi 1961, TEA 2012 , p. 410).
Il superamento della concentrazione sulla naturale materialità intramondana nel cosmico riconoscimento del valore della cognizione secondo il pensiero razionale portava gli antichi Greci alla apertura allo scolastico ozio culturale per la libera ricerca pura disinteressata del filosofico scientifico teoretico sapere per il sapere: l’antica greca valorizzazione della cognizione razionale apriva in Occidente la umana civiltà al filosofico amore di sapere perseguibile nella pura libertà richiesta dall’astrazione teorica empirica di scienza e verità: in oggettiva verità a rigore e formalità la umana meccanica intelligente astratta ipotetico-deduttiva logica metodica unità dalla greca ellenistica scienza portata sarà nel pensiero dell’antichità.
Il pensiero filosofico scientifico antico si sviluppava nella grecità secondo la umana fede nella ragione pura per l’astratto teorico empirico sapere in agiata libertà aperto alla generalizzazione pratica e tecnica: «I primi filosofi… cercarono di spiegare il mondo fisico secondo principi ad esso immanenti… introdussero un nuovo concetto di scienza, che ancora oggi è valido» (Robert J. Forbes, L’uomo fa il mondo, Einaudi 1986, p. 73).
Del pensiero greco nel problema della materia l’unità è in ben interpretativa conformità alle fonti della nostra occidentale scientifica filosofia dell’antichità: «Le fonti della filosofia greca sono costituite: 1) dalle opere e dai frammenti dei filosofi, e Platone è il primo di cui ci siano rimaste le opere intere e abbiamo molte opere di Aristotele ma di tutti gli altri non ci sono rimasti che frammenti più o meno estesi; e 2) dalle testimonianze degli scrittori posteriori» (Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, Utet 1958, volume I, p. 9).
Il filosofico scientifico pensiero antico è storicamente inquadrabile nei secoli da Talete nel VII-VI a. C. a Sant’Agostino nel IV-V d. C. aprendosi col naturalismo monistico ed esaurendosi col neoplatonismo cristiano: monismo e pluralismo naturalistico presocratico o presofistico, umanesimo sofistico e socratico, socratismo e sistemi classici platonico e aristotelico, scienze e filosofie ellenistiche auree e romane, cristianesimo e patristica: la naturalistica filosofica razionale pura astrazione teorica empirica apriva a scienza e sapere oggettivo secondo l’unità logico-matematica della continua spaziale materia flessibile infrangibile cosmico intermediario della meccanica azione fisica per superare il sostanziale finalismo essenziale nel funzionale meccanicismo fenomenico umanamente esplicativo della percettiva sensibile apparente realtà: «… i greci crearono la fisica… dagli albori della loro civiltà… spinsero ancora più avanti la loro analisi cercando anche di raccogliere in una veduta coerente i fenomeni più comuni della materia. L’intuizione dell’atomo e le varie interpretazioni atomistiche che vanno dalla evaporazione alla attrazione dei corpi come descritta da Lucrezio basterebbero da soli a fare la gloria di un’epoca che non disponeva né di precedenti del pensiero né di strumenti di osservazione. Inoltre quegli studiosi seppero vedere l’azione delle forze centripete e centrifughe e il principio cinematico della relatività. Ebbero… con… Democrito… una prima intuizione dell’inerzia; studiarono i suoni con Pitagora; e con Euclide, Archimede, Erone e Tolomeo indagarono le macchine semplici, la statica, i pesi specifici e i principi dell’ottica geometrica, come la legge di riflessione, e la rifrazione della luce. Ci dettero un primo abbozzo della teoria ondulatoria e del concetto di etere, una originale veduta geometrica del moto di tutti i corpi celesti… Ispirato da Epicuro, Lucrezio disse cose che appaiono di sorprendente chiarezza sul tempo, sulla caduta dei gravi e sui fenomeni prodotti dal vuoto andò oltre la corrente teoria dello horror vacui… La storia della scienza antica si può dividere in tre periodi fondamentali ciascuno dei quali dura circa tre secoli… Vi è il periodo ionico-ateniese (600-300 a. C. circa)… Questo periodo aureo ha inizio con Talete di Mileto (624-548 circa)… E’ un’età che conclude il proprio ciclo singolarmente intenso e rivoluzionario nei giorni in cui Euclide compone i famosi Elementi (300 a. C. circa)… Con le sue conquiste Alessandro Magno aveva smisuratamente ampliato i confini del mondo ellenico… Pergamo, Rodi, Siracusa emersero come centri di cultura, ma fra di essi primeggiò la nuova città di Alessandria d’Egitto, onde il nome di alessandrino che spetta a questo periodo, detto anche ellenistico: un periodo che prosegue fino al giorno in cui l’Egitto cade sotto la dominazione romana (323-30 a. C.)… A questa età appartengono Euclide e i suoi continuatori… La scienza era divenuta adulta… L’ultimo grande periodo della scienza antica, quello greco-romano, comincia con la conquista romana dell’Egitto (30 a. C.)… questa epoca argentea… di decadenza… sottolinea il limitato interesse di Roma per la scienza e la filosofia» (Umberto Forti, Storia della scienza, volume I, Dall’Oglio 1968, pp. 82-83 e 85-89).
A presiedere all’apertura del pensiero antico alla verità oggettiva fenomenica della scienza era la filosofica ontologia fisica dell’essere naturale materiale spaziale continuo uno e immobile, immutabile ed eterno di Parmenide di Elea: «Parmenide nacque intorno al 525 a. C. e appartenne alla prima generazione della nuova colonia di Elea nell’Italia meridionale… Scrisse una sola opera in versi intitolata Della natura… Il poema… ha legami molto stretti, non solo per il titolo, con la precedente speculazione intorno alla natura, e la sua influenza fu decisiva per l’evoluzione della matematica greca» (Giorgio Diaz de Santillana, Le origini del pensiero scientifico, 1961, Sansoni 1966, pp. 97-99).
Definibilità storica della filosofia ricerca su sapere ed esperienza umana in Giulio Preti 1966: «Tutti conosciamo l’imbarazzo in cui ci si viene a trovare quando il solito profano ci chiede: che cosa è la filosofia? Una domanda del genere mette in imbarazzo sempre… Ma per la filosofia la risposta è addirittura impossibile… La nozione di filosofia non è data da alcuna possibile definizione intelligente e valida universalmente fino ad oggi bensì dall’intero complesso della sua storia… Nella grande tradizione consegnataci dalla storia della filosofia si possono notare alcune costanti. La filosofia appare, nel complesso, come un atteggiamento razionale nei confronti delle credenze e dei costumi… La crisi della metafisica, iniziata già con J. Locke e accentuatasi con D. Hume e definitiva con I. Kant, è ormai cosa pressoché universalmente ammessa… Così la filosofia rimane… conoscenza non metafisica… Ora, come sempre, la filosofia… è ricerca sui fondamenti del sapere… Oggi i fondamenti del sapere… non si possono trovare in un altro sapere che stia fuori e prima del sapere… la filosofia ha ora per oggetto la cultura stessa nelle sue varie forme… con la rinuncia al sistema… si apre il fecondo campo dell’analisi dei fatti dell’esperienza, dell’esperienza umana nella sua complessità, sia essa la vita di tutti i giorni o quel più che vita che è la cultura nei suoi vari strumenti, nei suoi diversi piani di costruzione e di astrazione» (Giulio Preti, Introduzione a Filosofia, Enciclopedia Feltrinelli Fischer 1966, pp. 7-11 e 17-18).
Significato della filosofia non conoscenza privilegiata ma sapere metariflessivo in Eugenio Garin 1977: «Nel lungo discorso critico intorno alle scienze nel quale la filosofia del Novecento si è impegnata è venuta sempre più chiaramente in luce la funzione diversa della scienze e della filosofia e l’impossibilità di risolvere i due termini l’uno nell’altro o di negare l’uno o l’altro. Si è venuta altresì svelando l’illusione di campi od oggetti o strumenti privilegiati proprietà riservata della filosofia… è risultato che come non può considerarsi una scienza accanto alle altre la filosofia non è neppure la scienza per eccellenza… si è invece venuta facendo sempre più chiara l’idea che la filosofia costituisce piuttosto un momento o livello diverso della riflessione e del discorso… la filosofia è venuta riconoscendo il significato… della propria presenza nel tempo secondo limiti e possibilità» (Eugenio Garin, Filosofia e scienze nel Novecento, 1977, Laterza 1978, pp. 139-140).
Valenza filosofica della scienza e scientifica della filosofia in Paolo Parrini 2018: «… idee, analisi e risultati che vorremmo considerare filosofici possono essere il prodotto di attività svolte da scienziati o fiorite nel campo degli studi scientifici e idee, analisi e risultati che vorremmo considerare scientifici possono essere il prodotto di attività svolte da filosofi o fiorite nel campo degli studi filosofici» (Paolo Parrini, Fare filosofia, oggi, Carocci 2018, p. 18).
Sviluppo storico scientifico della filosofia in Federigo Enriques 1934: «Il filosofo troverà nella storia del pensiero scientifico non solo i criteri per giudicare il valore della scienza ma anche la spiegazione dell’ordine e del significato dei problemi della filosofia, poiché nella storia della civiltà occidentale i problemi filosofici sorgono proprio sul terreno della ricerca naturalistica» (Federigo Enriques, Il significato della storia del pensiero scientifico, 1934, Barbieri 2004, p. 31).
Federigo Enriques epistemologo genetico in Emanuele Riverso 1985: «Jean Piaget riconobbe… precursore nel progetto di epistemologia genetica l’italiano Federigo Enriques» (Emanuele Riverso, Piaget, Borla 1985, p. 118).
Nella storia del nostro pensiero filosofico scientifico occidentale è all’antico greco classico Platone riconducibile la filosofia letteralmente metafisica: nel greco antico senso di superiore alla realtà fisica la dimensione metafisica supererebbe i limiti fisici della nostra umana esperienza percettiva sensibile; intendendo il fisico limite della esperienza possibile rappresentato dal cielo Platone definiva la dimensione metafisica iperuranio o mondo sopracceleste; essendo la sensibilità limitata al mondo fisico il sopracceleste iperuraneo mondo metafisico è sovrasensibile ed esclusivamente intelligibile o intuibile intellettualmente; alla particolarità fisica della intuizione sensibile è così da Platone opposta la universalità metafisica della intuizione intellettuale come rivelatrice di universali concetti o idee; il metafisico sopracceleste iperuranio è quindi per Platone il mondo delle idee come concetti costituenti la realtà in sé sussistente indipendentemente secondo il sapere umanamente non costituita per la verità oggettiva ma scoperta come verità assoluta; la non intuibilità sensibile rende però le metafisiche iperuranee idee assolute platoniche non suscettibili del controllo secondo l’esperienza percettiva reale della ragione empirica della scienza.
L’opposizione della filosofica ragione teorica empirica della scienza alla filosofia metafisica è inquadrabile nell’orizzonte percettivo sensibile della nostra umana cognizione come conoscenza ed esperienza in generale: l’evidenza empirica non va oltre se stessa e solo se stessa può validare; come mondo delle idee l’iperuranio sarebbe platonicamente esperito per intellezione o intuizione intellettuale; l’evidenza empirica porta però solo sulla realtà fisica sensibile e quindi non può non solo direttamente riscontrare la realtà metafisica ideale puramente intelligibile ma neppure indirettamente convalidare l’intellezione come strumento filosofico metafisico capace di proiettarci immediatamente nell’ideale iperuranio; l’esperienza percettiva sensibile della realtà fisica mostra effettivamente la corrispondenza di universali idee o concetti alle particolari fenomeniche apparenze del mondo reale e fa dunque considerare le idee astrazioni concettuali dall’esperienza e il loro empiricamente astratto mondo non assoluto sopracceleste iperuraneo ma umano sopraterrestre ipergeo.
Avventurosa ipergea è definibile la via della filosofia per il teorico empirico concettuale astratto pensiero razionale puro: dal riconoscimento percettivo sensibile fenomenico di verità e sapere come non scoperta ideale metafisica assoluta ma costruzione astratta fisica umana appare ragionevole la diretta proporzionalità dell’efficacia cognitiva alla purezza delle idee secondo la formalità del modello della realtà: secondo la ragione empirica della scienza volta a spiegare o salvare i fenomeni la conoscenza e l’intera esperienza possono umanamente apparire secondo la perfettibilità della fallibilità come limite dalla indeterminabile trascendibilità nell’orizzonte del quale è collocabile la stessa filosofia metafisica dell’antico greco classico proprio ideale iperuranio platonico.
Prima di Platone puramente razionale metafisica era la ontologia dell’essere uno e immobile, immutabile ed eterno di Parmenide di Elea: naturalisticamente e fisicamente essendo natura l’essere è materia ed essendo materia è spazio e come spazio è in senso matematico geometrico puro astratto unitaria infinitamente divisibile continuità; nella impercorribilità della infinitamente divisibile inesauribile continuità il naturale materiale spaziale essere uno è immobile; alla impossibilità del movimento richiesto dalla mutevole temporale processualità è quindi riconducibile immutabilità ed eternità dell’essere uno e immobile eleatico parmenideo.
Non finalistica ma meccanica la fisica eleatica parmenidea metafisica dell’essere uno e immobile, immutabile ed eterno era sviluppabile secondo la filosofica ragione teorica empirica della scienza: nel fenomenico greco antico presocratico o presofistico naturalistico pluralistico atomismo unità e immobilità, immutabilità ed eternità erano fisicamente riferiti al vuoto spazio postulato secondo l’ipotesi della originaria primitiva spontanea naturale inerziale rettilinea uniforme mobilità degli atomi nel flessibile infrangibile fondo cosmico: nell’orizzonte filosofico scientifico del sapere umano volto a spiegare o salvare i fenomeni sottodeterminanti o solo senza univocità e con sufficienza determinanti le teorie con Democrito di Abdera l’atomismo greco antico appare meccanico non rigido determinismo del caso e della necessità.
Alla razionale meccanica deterministica non rigida filosofica scientifica teorica empirica spiegazione fenomenica fatta di materia e movimento l’opposizione della filosofia metafisica si è dagli antichi greci classici Platone e Aristotele storicamente definita secondo la sovrapposizione del finalismo al meccanicismo: il nostro puro astratto pensiero filosofico scientifico occidentale si sviluppa col greco antico presocratico o presofistico naturalismo materiale passando dal monismo al pluralismo per l’insufficienza esplicativa del principio unico monistico dualisticamente integrato nella molteplicità pluralistica degli elementi della realtà fenomenica secondo il parmenideo eleatico rilievo della incoerenza della monistica introduzione del solutore interruttore vuoto nella matematica geometrica pura astratta continuità spaziale dell’onnipervasivo principio materiale pluralisticamente riferita al flessibile infrangibile vuoto spazio cosmico fondo della meccanica mobilità materiale: secondo il dualismo di materia e movimento il meccanicismo è dal greco antico naturalismo pluralistico fenomenico presocratico o presofistico definito dall’atomismo nel superamento della unità e immobilità, immutabilità ed eternità dell’essere eleatico secondo l’indivisibile atomo razionalmente teorico-empiricamente metodicamente ipotetico-deduttivamente postulato per limitare la astratta matematica infinita divisibilità dello spazio-tempo materiale e aprire alla atomica finitamente divisibile discontinua o discreta percorribile materia inerzialmente naturalmente mobile nella geometrica pura continuità del flessibile infrangibile infinitamente divisibile vuoto spazio fisico.
Secondo l’ipotesi del naturale spontaneo primitivo originario inerziale moto rettilineo uniforme dei materiali discontinui o discreti atomi nel flessibile infrangibile continuo vuoto spazio fisico lo sviluppo dell’atomismo di Leucippo da parte di Democrito di Abdera portava il pluralismo fenomenico casuale deterministico meccanico abduttivo teorico empirico pensiero filosofico scientifico greco classico alla filosofica formale ipotetico-deduttiva astratta greca ellenistica scienza: il caso e la necessità determinano la apparente fenomenica realtà: lo sviluppo democriteo portava l’atomismo greco antico ad aprire al compiuto meccanicismo riportando la casualità alla causalità dell’ordine legale naturale: nella materiale mobile meccanica natura i fenomeni sono atomisticamente spiegati o salvati secondo il caos cosmico fisico del regolare movimento dei discontinui o discreti atomi nel continuo vuoto spazio rispondenti al principio di inerzia: nella cosmica fisica flessibile infrangibile continuità spaziale la originaria primitiva spontanea naturale rettilinea uniforme inerzialità del movimento atomico è nel pensiero filosofico scientifico greco antico atomisticamente meccanicamente corrispondente alla liberazione energetica discontinua o discreta minima quantica delle particelle atomiche come massa degli atomi dalla tensione del vuoto spazio.
Per il naturale materiale spazio geometricamente continuo parmenideo eleatico il pensiero filosofico greco antico si portava al meccanicismo deterministico non rigido naturalistico pluralistico fenomenico classico atomistico recante alla ellenistica scienza muovendo dal naturalismo monistico presocratico: dall’iniziale monismo materiale presocratico la nostra filosofia occidentale imposta il meccanico discorso razionale puro scientifico fatto di materia e movimento aprendo al passaggio dal movimento materiale da vitale anima alla vitale anima da movimento materiale; il superamento della aritmogeometria nella scoperta incommensurabilità della continuità spaziale eleatica consolidava il presocratico monistico pitagorismo secondo la svolta geometrica matematica greca antica rivelatrice della corrispondenza del matematico mondo fisico al fisico pensiero matematico nel rilievo della purezza matematica nella astrazione geometrica dalla materiale spaziale realtà fisica meccanica.
La realtà fisica meccanica fatta di materia e movimento materiale era dal razionale puro pensiero filosofico scientifico greco antico riguardata nella generalità ideale concettuale della astrazione teorica dalla fenomenica apparenza della nostra umana esperienza percettiva sensibile: dalla definizione della materia come spazio secondo la geometrica spazialità era naturalisticamente logicamente sviluppata una matematica fisica cognitivamente applicabile alla naturale materiale spaziale dimensione fisica matematica apparente reale oggettivo mondo fenomenico razionalmente costituito tra astratta teoria e concreta sensibilità; dalla natura all’uomo la metodica ipotetico-deduttiva teorica empirica costituzione della apparente realtà oggettiva fenomenica si definisce nel pensiero greco dal periodo classico all’età ellenistica come età dello sviluppo della scienza nella psicogenetica teorico-empirica unità classica del sapere secondo la corrispondenza della realtà al pensiero per la corrispondenza del pensiero alla realtà.
La umanamente originaria corrispondenza del pensiero alla realtà tra psicogenesi e genesi storica del nostro umano sapere passa per la formazione di conoscenza ed esperienza umana secondo la razionale unione strutturale o formale della astratta teoria alla concreta esperienza percettiva sensibile: l’astrazione teorica dalla materiale mobile meccanica realtà fisica sensibile concreta si compie nella purezza della ragione filosofica scientifica per inquadrare tecnica e pratica nel contesto generale della logica e matematica teoria sintetico esplicativo riflesso dello spazio-temporale processuale apparente mondo fenomenico; nella pura razionalità del filosofico scientifico nostro pensiero occidentale la nostra umana intelligenza poteva esprimere pienamente il proprio carattere meccanico materiale mobile di azione fisica interiorizzata in operazione mentale di disposizione spaziale psichica e nella riflessione sulle relazioni materiali spaziali mentalmente rappresentate sviluppare il fondamentale sapere logico e matematico per la consapevole rigorosa ipotetico-deduttiva metodica ricerca razionale.
La nostra occidentale ricerca razionale pura filosofica scientifica ha storicamente riaffermato la propria considerazione meccanica della intera nostra umana esperienza: conoscenza, etica ed estetica significano rispettivamente verità, bene e bellezza; di verità, bene e bellezza l’orizzonte è la materiale mobile realtà fisica della percezione sensibile dell’uomo; secondo i fisici sensibili verità, bene e bellezza l’uomo costruisce le oggettive fenomeniche conoscenza, etica ed estetica filosoficamente definibili nella disposizione spazio-temporale rispettivamente speculare, ideale e armonica del reale meccanicamente costituito.
Il nostro occidentale greco antico razionale puro filosofico scientifico confronto col reale meccanicamente costituito è storicamente fondativo: «La grande tradizione della filosofia occidentale costituisce un immenso patrimonio che è un elemento costitutivo e vitale della civiltà» (Paolo Rossi, Introduzione a La filosofia, 1995, Garzanti 1996, volume I, p. 17).