Ordine materiale
tempo è freccia
di arco spaziale.
Ordine materiale
tempo è freccia
di arco spaziale.
Nella tensione della materialità
da arco perfetto della spazialità
la freccia del tempo pur partirà.
Nella naturale emblematica flessibilità
lo spazio si piega sì ma non si spezzerà
e nella ben infrangibile fisica continuità
alla mutevole fenomenica stabile realtà
vita dà nella mobile materiale versatilità.
L’autoconvincimento sì della sacralità
della bene colpevolista umana sicurtà
è superato dalla richiamata oggettività
di né assoluta né relativa responsabilità.
«… attraverso Platone Parmenide è assunto nel regno della filosofia pura come il primo dei metafisici. Vi sono tuttavia prove innegabili del fatto che Parmenide, affrontato sul suo terreno, appartiene a buon diritto anche alla scienza. Se interpretiamo il termine essere non come una misteriosa potenza verbale ma come una parola tecnica… quel concetto è il puro spazio geometrico… Come era naturale in un pensatore partito dalle posizioni pitagoriche Parmenide arrivò alla sua scoperta ispirandosi probabilmente alla formulazione che i pitagorici avevano dato del problema, l’analisi del continuo… Checché si possa pensare tra cose o punti fissi si suddivide continuamente all’infinito… In quel continuo di nuovissima concezione tutta la matematica ha il suo terreno nativo e la sua dimora… Il regno della verità è quello della matematica… E’ questa, dunque, la verità? Il poema di Parmenide risponde di sì con assolutismo imperatorio, poiché nessuna altra risposta è concepibile; e si capisce anche perché ci viene proibito di pensare o parlare del non-essere. Il non-spazio, a rigor di termini, non è in nessun posto, e non lo si può pensare. Ma poi la dea… ci conduce nel dominio… della realtà fisica, per dimostrarci che se vogliamo dare una spiegazione dell’ordinamento del cosmo ciò si può fare. L’idea che questo fosse il mondo dell’illusione in contrato con quello della verità divenne un luogo comune dell’insegnamento filosofico, e ciò si deve ai preconcetti idealistici di interpretazioni successive. Essa non è compatibile con lo studio tecnico e particolareggiato del mondo fisico quale ce lo rivelano i sia pur pochi frammenti rimastici… L’illuminazione della via della verità ha dato a Parmenide un’idea di quello che è la certezza, ma nel campo della fisica egli si limita a fare ragionevoli congetture… la realtà fisica, per Parmenide, non è un’illusione; essa è ciò che ha luogo nello spazio geometrico e lo occupa in modi mutevoli che non possono essere giustificati rigorosamente» (Giorgio de Santillana, Le origini del pensiero scientifico, 1961, Sansoni 1966, pp. 103, 105, 106, 108 e 109).
L’unità e immobilità, immutabilità ed eternità dell’essere eleatico parmenideo è nella materialità del naturalismo razionale puro filosofico greco antico: come totalità dell’esistente l’essere è naturalisticamente solo natura e per la ragione pura la natura è solo materia ed estensione spaziale la materia è per definizione spazio; come infinitamente divisibile in senso puramente matematico geometrico lo spazio è continuità ed essendo senza soluzioni o interruzioni e quindi vuoti la continuità è unità; come unità continua lo spazio consiste di infiniti punti inestesi adimensionali nulli inesauribili dovuti all’infinita divisibilità della continuità spaziale matematica geometrica teorica astratta razionale pura infinitesimamente illimitata impossibile da percorrere e quindi implicante l’immobilità; come continuità spaziale umanamente interiorizzata il tempo è esemplato sullo spazio percorribile e dal percorrere o procedere stabilisce la molteplice e mobile materiale processualità preclusa dall’unità e immobilità della spaziale materialità; come unità e immobilità la pura materialità è senza vuoti o spazi di mobilità e nella propria spazialità senza movimento non conosce mutevole e temporale processualità essendo in immutabilità ed eternità; come logica conseguenza l’immutabilità ed eternità accompagnano dunque l’unità e immobilità dell’essere naturale materiale spaziale continuo eleatico parmenideo.
Rilevando l’incoerenza monistica presocratica del vuoto nell’unico principio naturale materiale spaziale continuo come acqua o indefinito o aria o numero o fuoco o terra l’unità e immobilità, immutabilità ed eternità dell’essere eleatico parmenideo apre al dualismo pluralistico naturalistico della discontinuità materiale mobile nella continuità dello spazio: nella spaziale materialità mutamento e trasformazione prevedono la mobilità come possibilità infinitesima di movimento; la materiale processualità della mutevole apparente realtà è riconducibile alla spaziale temporale ubiqua mobilità come puntuale istantanea continua trasferibilità.
La molteplice e mobile, mutevole e temporale apparente realtà è filosofico-scientificamente aperta dall’essere uno e immobile, immutabile ed eterno naturale materiale spaziale continuo eleatico parmenideo.
Della fenomenica esperienza all’umanità
la foresta dagli alberi visibile ben resterà
se gli alberi non in se stessi contemplerà
ma con l’oggettiva intelligenza sorvolerà
decollando e atterrando nella sensibilità.
Nell’aria è l’umana profondità:
la sapiente intelligenza volerà
sì nella corsa della sensibilità.
Della vita ben la smusata
umana meno controllata
è sì più furba che malata.
Nella sì mobile materialità
eterna è bene la spazialità
di temporale processualità.