Nella umana sociale educazione
la autonomia sì della formazione
è ben nell’euristica acquisizione
del sapere secondo valutazione
contro i processi alla intenzione.
Nella umana sociale educazione
la autonomia sì della formazione
è ben nell’euristica acquisizione
del sapere secondo valutazione
contro i processi alla intenzione.
Nel suo massivo inerziale struscio
parabola gravitazionale per l’uscio
è ben per l’uomo uscire dal guscio.
Dallo zero alla propria infinità
ogni discreto numero ben ha
la sua origine nella continuità
della duplicata quadrata unità
secondo o il pari o la disparità.
In processo esaurito
or temporale partito
sfiora sì l’eterno dito
in spazio sì appuntito
del ben vuoto infinito.
I principi costitutivi estetici forme simboliche neokantiane.
«… è… in virtù del fatto che funzioni come un simbolo in un certo modo che un oggetto diventa… un’opera d’arte» (N. Goodman, Vedere e costruire il mondo, 1978, Laterza 1988, p. 79).
Scienza e cultura: la storia della scienza.
«Se si insegnano solo le teorie scientifiche attuali, come se si trattasse di verità definitive, senza spiegare come e perché sono sorte, non si può dare alcuna idea di come potranno sorgere le teorie future. La storia della scienza o studio di come si fa scienza non è solo essenziale al futuro ricercatore per capire in cosa dovrà consistere il suo lavoro, ma può avvicinare al metodo scientifico anche chi non ha intenzione di usarlo professionalmente, mostrandogli come ha funzionato finora il lavoro degli scienziati» (L. Russo, Perché la cultura classica: la risposta di un non classicista, Mondadori 2018, p. 129).
Cultura e scienze: verità e metodo: l’unità del sapere dal neokantismo all’ermeneutica.
«La scissione tra cultura umanistica e cultura scientifica ha una origine storicamente recente… La sorellanza fra scienze e lettere si incrina con il XIX secolo… In un libro del 1959 C. P. Snow descriverà scienza e umanesimo come le due culture separate e non comunicanti» (L. e F. Cavalli Sforza, in I. Dionigi, a cura di, I classici e la scienza: gli antichi, i moderni, noi, Rizzoli 2007, pp. 55-56).
Il matematico e dinamico naturale sublime kantiano nella interiorità profonda inconscia della esteriore bellezza.
«… il giudizio estetico non si deve riferire soltanto, in quanto giudizio di gusto, al bello, ma anche, in quanto proviene da un sentimento spirituale, al sublime» (I. Kant, Critica del giudizio, 1790, Laterza 1970, p. 33).
L’anima espressione del bisogno interiore di sapere dell’uomo.
«E io che credevo che il desiderio di conoscere come è fatto il mondo fosse un bisogno dell’anima! Probabilmente il responsabile di questa mia… credenza fu quel professore di ginnasio che per primo mi fece entusiasmare dell’Ulisse dantesco» (G. Toraldo di Francia, L’amico di Platone: l’uomo nell’era scientifica, Vallecchi 1985, p. 147).
La necessità razionalistica kantiana dei principi del sapere: il meccanicismo biologico contrastato dal finalismo organico filosofico.
«… non possiamo imparare a conoscere sufficientemente e tanto meno a spiegare gli esseri organizzati e la loro possibilità interna secondo i principi puramente meccanici della natura… Ma… giudicheremmo troppo temerariamente se dicessimo che… non possa affatto trovarsi nascosto in essa un principio sufficiente a spiegare la possibilità di esseri organizzati senza ammettere un disegno nella loro produzione e quindi con il semplice meccanismo» (I. Kant, Critica del giudizio, 1790, Laterza 1970, pp. 272-273).
G. W. F. Hegel e l’idealismo romantico: astrazione dell’arte non figurativa di cubismo e avanguardie secondo l’idea hegeliana della morte dell’arte.
«… più di una volta, nella storia del pensiero, alla domanda di come si possa raggiungere l’Assoluto, si è risposto additando la poesia e facendo dell’Arte l’organo per eccellenza speculativo» (B. Croce, La storia come pensiero e come azione, 1938, Laterza 1966, p. 285).
G. W. F. Hegel e l’immatura alternativa alla scienza newtoniana.
«G. W. F. Hegel si era appoggiato… su ipotesi scientifiche della sua epoca. Ma queste ipotesi caddero nell’oblio con eccezionale rapidità. Dal punto di vista della storia della scienza è effettivamente difficile immaginare un momento peggiore dell’inizio del XIX secolo per cercare nelle conoscenze scientifiche l’appoggio necessario ad un progetto alternativo alla scienza newtoniana… la scoperta della conservazione dell’energia unificò tutto quello di cui Hegel aveva voluto sottolineare la fondamentale eterogeneità» (I. Prigogine e I. Stengers, La nuova alleanza, 1979, Einaudi 1993, p. 95).
L’atomismo meccanico scientifico contrastato dal dinamismo naturale filosofico romantico.
«… il dinamismo fisico propugnato dalla scienza tedesca romantica può forse considerarsi come un tentativo di formulare una fisica del continuo analoga a quella che gli stoici propugnarono nell’antichità contro la tradizione atomistica democritea» (F. Mondella, in L. Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, volume 4, Garzanti 1971, p. 267).
Arte astratta essenziale spirituale e conoscenza scientifica teorica formale.
«… ogni conoscenza sembra divenire sempre più completa man mano che ci allontaniamo dall’oggetto» (M. Schlick, Forma e contenuto: una introduzione al pensare filosofico, 1932, Boringhieri 1987, p. 92).
Astrazione e realtà: i limiti filosofico-scientifici del formalismo tra matematica e fisica.
«D. Hilbert, come quasi tutti i matematici suoi contemporanei, riteneva che gli enti matematici esistessero del tutto indipendentemente dal mondo reale… Dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento il gruppo di matematici raccolti sotto lo pseudonimo di Nicolas Bourbaki perseguì l’ambizioso progetto di risistemare tutta la matematica nella direzione già indicata da Hilbert… Divenne difficile capire come mai se la matematica è una costruzione priva di qualsiasi relazione con il mondo reale i suoi metodi fossero applicati con successo alla fisica… Il programma di Hilbert, ripreso dai bourbakisti, sul piano scientifico era in realtà già fallito negli anni Trenta in seguito ai famosi teoremi di incompletezza di K. Gödel (L. Russo, Perché la cultura classica: la risposta di un non classicista, Mondadori 2018, pp. 151-152).
K. R. Popper e l’epistemologia: astrazione teorica scientifica e controllo empirico: foto sperimentali delle eliche del DNA.
«… la doppia elica contribuì a portare il DNA alla ribalta… il grande chimico Linus Pauling… aveva annunciato proprio nel 1953 un modello a tripla elica, poi risultato sbagliato. Lo stesso Maurice Wilkins era convinto che si trattasse di un’elica e cercò di determinarla non come F. Crick e J. Watson mediante modelli ma attraverso la diffrazione a raggi X: le foto del suo laboratorio fornirono una conferma della struttura, e Wilkins condivise con loro il premio Nobel nel 1962» (P. Odifreddi, Il matematico impertinente, 2005, TEA 2008, pp. 302-303).
S. Freud e la psicoanalisi ricerca razionale di comprensione e decifrazione della logica dell’inconscio irrazionale espressa nel suo linguaggio simbolico.
«E’ con S. Freud che crollano le due equazioni dell’ottimismo con il razionalismo e del pessimismo con l’irrazionalismo. Infatti Freud fu insieme razionalista e pessimista» (J. Agassi, Le radici metafisiche delle teorie scientifiche, Borla 1983, p. 144).
Inconscio e scoperta scientifica matematica.
«… all’inconscio appartiene non solo il difficile compito di costruire la massa delle varie combinazioni di idee ma anche il compito più delicato ed essenziale di selezionare le combinazioni che soddisfano il nostro senso della bellezza e possono conseguentemente essere utili» (J. Hadamard, La psicologia dell’invenzione in campo matematico, 1945, Cortina 1993, p. 30).
Istanze psichiche personali e fattore biologico e sociale del comportamento.
«Ogni comportamento… è il risultato di 3 fattori: un fattore biologico e dunque genetico-encefalico, la personalità di base… ed un fattore geografico-sociale» (V. Andreoli, in Enciclopedia della scienza e della tecnica, De Agostini 1995, p. 863).
Arte casuale e irrazionalismo nietzscheano.
«… la cultura greca ha… la faccia del razionalismo scientifico senza il quale non sarebbe possibile la tecnologia che domina la vita di tutti noi compresi gli irrazionalisti e costituisce la vera radice della nostra civiltà» (P. Odifreddi, Il matematico impertinente, 2005, TEA 2008, p. 23).
Dal salvare i fenomeni all’irrazionalismo scientifico: la fisica tra applicazione e astrazione.
«Nella fisica dell’ultimo mezzo secolo si è allargata la forbice tra una ricerca applicata strettamente legata alla tecnologia e fondata, in ultima analisi, sulle teorie di almeno cinquant’anni fa e l’esplorazione di costruzioni concettuali prive di qualsiasi rapporto con fenomeni osservabili. Questa situazione, se ha permesso lo sviluppo spettacolare della tecnologia che tutti conosciamo, ha anche favorito la penetrazione di tendenze irrazionalistiche fra i ricercatori impegnati nel secondo tipo di ricerca» (L. Russo, Perché la cultura classica: la risposta di un non classicista, Mondadori 2018, p. 167).
Antipositivismo nietzscheano e scienza positivistica: C. Bernard e la glicogenesi epatica.
«… il momento di svolta biochimica più importante fu negli anni Cinquanta dell’Ottocento la dimostrazione da parte di Claude Bernard (1813-1878) della funzione glicogenica del fegato e la sua scoperta del glicogeno. Con questo lavoro sperimentale la chimica fisiologica passa dalla pura analisi e descrizione delle sostanze che si trovano nell’organismo allo studio dei processi chimici che avvengono all’interno dell’organismo» (B. Fantini, in P. Rossi, diretta da, Storia della scienza moderna e contemporanea, Utet 1988, volume 2, tomo 2, p. 857).