Della vita interiore noi ben sviluppiamo l’umano nostro io
avvertendo e attenti ben ricordando la rappresentazione
del primo spazio-temporale qui ed ora materno dondolio.
Della vita interiore noi ben sviluppiamo l’umano nostro io
avvertendo e attenti ben ricordando la rappresentazione
del primo spazio-temporale qui ed ora materno dondolio.
Vita e mondo fanno subbio
tra chi sì ricerca la certezza
e chi pur ben cova il dubbio
nella impossibile sicurezza.
Nella leva delle umane volontà
ogni resistenza sì riequilibrerà
ogni potenza per la superiorità
se il proprio braccio estenderà
sul fulcro della cultura e realtà
per la uguaglianza nella libertà.
Di verità il barlume culla
e accompagna chi frulla
tra il qualcosa ed il nulla.
L’uomo ha propria potenza
nella volontà di resistenza:
l’uguaglianza è la tendenza
di libertà a corrispondenza
all’equilibrio dell’esistenza.
Tra spazio ed interiorità sta la umana temporalità:
fuori l’oggetto sì permarrà e dentro la soggettività
si costruirà la identità nella propria interna stabilità
in quanto memorizzerà e permanenza pure sì avrà
nella molteplice varietà della mutevole individualità:
per conservazione e reversibilità il tempo si riunirà
a esterna continua spazialità per ogni processualità:
tempo è discreta continuità in processuoggettività
e ben risolvendo sì ricostruirà in costruita formalità
rettificando circolarità d’interiore ed esteriore realtà.
L’uomo il sapere costruirà tra psicogenesi e storicità:
a distinguerci dalla realtà prima l’oggetto sì permarrà
e secondo la fisica solidità la massa poi si conserverà
e conservazione della quantità aprirà alla reversibilità
e per la fisica fluidità condurrà alla continua spazialità
e tra continuo e discontinuità il tempo si spazializzerà:
spazio-temporale intuitiva continuità conferma sì avrà
dalla pitagorica propria geometrica incommensurabilità
e per la temporalità da materia a processo si estenderà:
la continua fenomenica processualità spiegata sì si sarà
strutturando in atomi o globalità la spaziale temporalità.
Nella sua vita l’uomo supererà
il redde rationem dell’esistenza
se ben seminerà e poi renderà
del raccolto sì la quintessenza:
dai conti al senso ben riporterà
in resa di ragione la consistenza.
Secondo uomo ed esistenza
nel sogno la vita sì esprimerà
dello idealismo la consistenza
ma alla sì indipendente datità
nell’incubo per la sua essenza
la produzione onirica riporterà.
Secondo spazialità e temporalità
ad umana culturale discontinuità
in fisica e processuale continuità
il sapere in biblioteca risponderà
e in memoria ben si ripercorrerà:
dal lato e al livello della generalità
con geografia e storia continuerà
e dopo al vano subito ben svolterà
ed appieno dalla filosofia ripartirà
ed a scienze e religione ben andrà
e poi diritto ed economia rientrerà
nella storia e la eco ben accoglierà
delle lingue straniere e per la civiltà
letteraria classica e italiana medierà
il successivo ultimo passaggio di là
ove sì finalmente la storia ben aprirà
alla letteratura e quindi sì inquadrerà
arte e musica, teatro ed espressività.