Alla elezione dottrinale ecclesiastica cattolica del tomismo
nello assoluto sistematico metafisico religioso razionalismo
è San Tommaso d’Aquino a definire il cristiano aristotelismo.
Alla elezione dottrinale ecclesiastica cattolica del tomismo
nello assoluto sistematico metafisico religioso razionalismo
è San Tommaso d’Aquino a definire il cristiano aristotelismo.
Di allievo San Tommaso d’Aquino nel maestro Alberto Magno
è apertura e superamento dello aristotelico cristiano ristagno
nella autonoma naturale umana ragione nello empirico bagno.
Alla avita concretezza improntato uno zio aveva sì filosofato che per il pensiero sviluppato era dal nipote riportato a filosofico zio della solitudine di Dio: per lo zio il mondo era originato dal divino isolato: eterno immobile spirituale fiato sentendosi solo Dio aveva sospirato e dal divino alito nella fredda immobilità in energetica luce condensato il discontinuo atomico materiale si era generato mobile nel continuo spirituale fiato spazio fisico diventato; dalla insuperabilità della velocità della discontinua o discreta atomica corpuscolare materiale quantica massiva energetica luce rilevato nella continuità della spazialità il distacco universale tra Dio e il mondo era determinato dalla fisicità spaziale materiale autorecata dallo spirituale divino fiato nel sospiro originario del creato sospirante isolato risultato del Dio solo isolato.
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale casuale necessaria determinata apparente realtà la autocosciente razionale spirituale umanità sa della vitale rischiosità: nella intuitiva intellettuale sensibilità alla vitale rischiosità la umana esistenzialità ha superiorità sulla istintiva generativa vischiosità.
«Chi chiede qual è il senso della vita chiede, in sostanza, che valore ha la vita e cioè se vale la pena di vivere o no… la domanda “Vale la pena di vivere?” non è suggerita solo dalla morte, che con la sua inevitabilità mette in forse ogni impegno ed ogni risorsa dell’essere umano… Anche la sofferenza, sia fisica che morale, soprattutto se immeritata, suggerisce la domanda “Ne vale la pena? A che pro soffrire?”» (Adam Schaff, La filosofia dell’uomo, Editori Riuniti 1963, pp. 68-69).
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale casuale necessaria determinata apparente realtà la scelta non da spirituale autocosciente libera volontà è umanamente non da razionalità ma dalla istintiva naturalità da giustificare motivando con la razionalizzazione delle finte ragioni della insincerità.
«Razionalizzazione è giustificazione a posteriori di una condotta… le reali motivazioni… si trovano… nell’Inconscio regno della affettività che è la forza dinamica che ispira le nostre azioni» (Autori vari, La psicologia moderna, Sansoni 1968, p. 394).
Nella materiale mobile meccanica determinata apparente realtà la umana personalità sceglie non nella naturalità ma nella spiritualità: non dalla naturale istintualità ma dalla autocosciente razionale volontà la libera scelta è alla umanità.
«… la critica globale alla tecnica e all’industria moderna che si risolve in un rifiuto della scienza e dell’intelletto non ha in sé nulla di rivoluzionario… Quel rifiuto è solo il segno di… una fuga dalle scelte e dalle responsabilità del mondo reale» (Paolo Rossi, La scienza e la filosofia dei moderni: aspetti della Rivoluzione scientifica, Bollati Boringhieri 1989, p. 24).
Nella materiale mobile meccanica casuale necessaria apparente realtà la umana spiritualità non è dalla massa naturale della istintività spianata resistendo nella inerzia della razionale pura culturalità: la spaziale temporale interiorità è dalla massiva culturale autocosciente spirituale razionalità equilibratamente avvallata nella umanità.
«La filosofia esistenzialistica non dice davvero nulla di nuovo quando afferma che in ogni situazione si può scegliere o essere scelti. Prima dell’esistenzialismo la stessa cosa avevano affermato molte altre filosofie con altre formule invitando ad essere attivi e non passivi, persone e non cose, spirito e non materia, volontà e non inerzia. Persino le filosofie fatalistiche… sostengono che dipende da noi essere agitati o sereni, in preda alle passioni o placati in una visione obbiettiva e razionale degli eventi» (Remo Cantoni, La vita quotidiana, 1955, Il Saggiatore 1972, pp. 549-550).
Nella materiale mobile meccanica casuale necessaria apparente realtà nella nostra umanità la istintiva naturalità è spiritualmente bilanciata dalla massa culturale della pura razionalità: bilanciando la natura colla razionale culturalità la umana personalità all’equilibrio va nella autocosciente spiritualità.
«… l’evoluzione culturale si è sovrapposta a quella biologica. Quest’ultima è cieca e darwiniana, e consiste solo nella selezione di strutture genetiche operata dalla riproduzione differenziale. La selezione culturale si basa sulla trasmissione e sull’insegnamento di conoscenze acquisite attraverso l’esperienza» (Salvador E. Luria, La vita: un esperimento non finito, 1973, Zanichelli 1974, pp. 207-208).
Liberazione è riaffermazione
della libertà della opposizione
a inegualitaria prevaricazione.
Nella meccanica casuale necessaria apparente realtà non da opposta naturale istintività ma da secondaria culturale razionalità è ad umanità pessimistica insicurtà di proverbialmente espressa funzionalità di indefinita rotondità a varietà in mondanità.
«… il pensiero di F. Nietzsche rappresentò senza dubbio una forma radicale di irrazionalismo vitalistico… Ma la mera denuncia non costituisce ancora l’indicazione di una soluzione… può anzi costituire… l’impressione… che tale soluzione vada cercata… coll’appello al semplice intuito, all’istinto e ai più oscuri moti dell’animo» (Ludovico Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, volume V, Garzanti 1971, pp. 540-541).