Da permanenza, successione e simultaneità
nella meccanica apparente oggettiva realtà
è sì la meccanica interiore umana razionalità
della materiale sostanza, causa e interattività.
Da permanenza, successione e simultaneità
nella meccanica apparente oggettiva realtà
è sì la meccanica interiore umana razionalità
della materiale sostanza, causa e interattività.
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata apparente realtà alla umana esistenzialità è la autocosciente razionalità: nella simbolica razionalità con la coscienza della finita esistenziale vitalità è nella umanità giocare la partita della culturalità.
«La cultura ci appartiene di diritto, costituzionalmente, vorrei dire: ci appartiene perché siamo uomini e cioè pensanti… In quanto esseri pensanti, infatti, noi abbiamo il dovere di diventare, quanto più è consentito alle nostre forze e nell’ordine della nostra vita e nella misura delle nostre possibilità, uomini colti; capaci, vale a dire, di contenere nel nostro pensiero l’universo cercando di avvicinarci quanto più è possibile al suo significato e valore. Solo così diventiamo sempre più umani» (Luigi Volpicelli, La cultura, ERI 1954, p. 9).
Nella materiale mobile meccanica determinata apparente realtà nella umana esistenziale vitalità la naturalità è superata nella culturalità: oltre la naturale necessità la cultura umanamente si fa nella autocosciente spirituale libera simbolica razionalità.
«All’evoluzione biologica che ha forgiato tutti gli esseri viventi gli esseri umani sono andati affiancando e sovrapponendo nei millenni un’altra forma di evoluzione: la loro evoluzione culturale» (Edoardo Boncinelli, Il cervello, la mente e l’anima: le straordinarie scoperte sull’intelligenza umana, Mondadori 1999, p. 286).
Nella naturale materiale meccanica determinata apparente realtà la nostra umana vitalità è esistenzialità: oltre la necessità della naturalità la umanità va alla individuale personale autocosciente razionale spirituale libera esistenziale possibilità.
«I filosofi dell’esistenza… hanno… insistito sui temi della scelta, della decisione e dell’impegno. “O sono io a decidere, dice K. Jaspers, e allora veramente esisto. O viene invece deciso di me; e allora io, ridotto semplicemente ad un materiale nelle mani di un altro, sono privo di esistenza”» (Pietro Prini, Storia dell’esistenzialismo, Studium 1989, p. 10).
Pura meccanica scientificità è opposta a aristotelica causalità
del biologico primato della finalità nella causale quadruplicità
esemplificabile sì dalla quercia causa finale della sostanzialità
della sì formale materiale ghianda nella efficiente meccanicità
della piantumazione e nutrizione nel terreno ben a produttività.
Alla elezione dottrinale ecclesiastica cattolica del tomismo
nello assoluto sistematico metafisico religioso razionalismo
è San Tommaso d’Aquino a definire il cristiano aristotelismo.
Di allievo San Tommaso d’Aquino nel maestro Alberto Magno
è apertura e superamento dello aristotelico cristiano ristagno
nella autonoma naturale umana ragione nello empirico bagno.
Alla avita concretezza improntato uno zio aveva sì filosofato che per il pensiero sviluppato era dal nipote riportato a filosofico zio della solitudine di Dio: per lo zio il mondo era originato dal divino isolato: eterno immobile spirituale fiato sentendosi solo Dio aveva sospirato e dal divino alito nella fredda immobilità in energetica luce condensato il discontinuo atomico materiale si era generato mobile nel continuo spirituale fiato spazio fisico diventato; dalla insuperabilità della velocità della discontinua o discreta atomica corpuscolare materiale quantica massiva energetica luce rilevato nella continuità della spazialità il distacco universale tra Dio e il mondo era determinato dalla fisicità spaziale materiale autorecata dallo spirituale divino fiato nel sospiro originario del creato sospirante isolato risultato del Dio solo isolato.
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale casuale necessaria determinata apparente realtà la autocosciente razionale spirituale umanità sa della vitale rischiosità: nella intuitiva intellettuale sensibilità alla vitale rischiosità la umana esistenzialità ha superiorità sulla istintiva generativa vischiosità.
«Chi chiede qual è il senso della vita chiede, in sostanza, che valore ha la vita e cioè se vale la pena di vivere o no… la domanda “Vale la pena di vivere?” non è suggerita solo dalla morte, che con la sua inevitabilità mette in forse ogni impegno ed ogni risorsa dell’essere umano… Anche la sofferenza, sia fisica che morale, soprattutto se immeritata, suggerisce la domanda “Ne vale la pena? A che pro soffrire?”» (Adam Schaff, La filosofia dell’uomo, Editori Riuniti 1963, pp. 68-69).
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale casuale necessaria determinata apparente realtà la scelta non da spirituale autocosciente libera volontà è umanamente non da razionalità ma dalla istintiva naturalità da giustificare motivando con la razionalizzazione delle finte ragioni della insincerità.
«Razionalizzazione è giustificazione a posteriori di una condotta… le reali motivazioni… si trovano… nell’Inconscio regno della affettività che è la forza dinamica che ispira le nostre azioni» (Autori vari, La psicologia moderna, Sansoni 1968, p. 394).