Nella stabile reale processualità
tempo è galantuomo da fedeltà
alla gentildonna oggettiva verità.
Nella stabile reale processualità
tempo è galantuomo da fedeltà
alla gentildonna oggettiva verità.
Emula sì dei buoni bei giochi di Felicetto
dal coronavirus ben acquisita l’immunità
colla mascherina proprio ultimo elmetto
l’umanità operare e curare potrà in unità.
Nella discontinua continuità colla natura
la autocosciente umanità ha sì la cultura
e della culturale civiltà nella sì etica cura
guardare non potrà alla sociale struttura
secondo evoluzionismo di biologia pura.
Gravata sì dalla corporea prigionia
la umana nostra materiale energia
da naturale distingue culturale via
tra la vitalità e la sana melanconia
per morale civile sociale armonia.
D’infinito la paradossalità
è sì nell’ubiqua continuità
e del continuo la ubiquità
riconduce alla ripetitività
della ben spaziale infinità.
Di esistenza ed esperienza umana misura
è la caverna da fuoco di legna della natura
a scuro carboncino della simbolica cultura
e dalla alba al tramonto nella ragione pura
uomo mira poi a stabile ordinata struttura.
Increspando sì bene l’acqua dell’istintiva naturalità
per l’uomo angosciosa pandemia sospende sicurtà
dello specchio riflettente la individuale bella vitalità
e nella ben rammentata personale umana mortalità
ognuno si ritrova nell’altro in sì reciproca solidarietà.
Con il coronavirus si ha il contagio della solidarietà
e d’oro per affinità l’ormai vecchio orologio di papà
riparte e perfettamente va nella solidale possibilità
della umana effettivamente già determinata libertà
della meccanica realtà in infinita ed eterna mobilità.
In continui materiali mondo e vita
è la intera libera possibilità infinita
della vuota spaziale eterna partita.
Nel processo di conservazione d’identità
umana memoria ha ben libera possibilità
nella esteriore spaziale infinita divisibilità
dell’interiorizzata permanente continuità
della sì vuota aperta materiale spiritualità.