Secondo uomo ed esistenza
nel sogno la vita sì esprimerà
dello idealismo la consistenza
ma alla sì indipendente datità
nell’incubo per la sua essenza
la produzione onirica riporterà.
Secondo uomo ed esistenza
nel sogno la vita sì esprimerà
dello idealismo la consistenza
ma alla sì indipendente datità
nell’incubo per la sua essenza
la produzione onirica riporterà.
Secondo spazialità e temporalità
ad umana culturale discontinuità
in fisica e processuale continuità
il sapere in biblioteca risponderà
e in memoria ben si ripercorrerà:
dal lato e al livello della generalità
con geografia e storia continuerà
e dopo al vano subito ben svolterà
ed appieno dalla filosofia ripartirà
ed a scienze e religione ben andrà
e poi diritto ed economia rientrerà
nella storia e la eco ben accoglierà
delle lingue straniere e per la civiltà
letteraria classica e italiana medierà
il successivo ultimo passaggio di là
ove sì finalmente la storia ben aprirà
alla letteratura e quindi sì inquadrerà
arte e musica, teatro ed espressività.
Nella stretta dell’angosciosa esistenza
l’uomo sì intenderà il valore della verità:
bloccati nella vita sì ignari della essenza
l’ostacolo centrale aggirare non si potrà:
nella umana verità è bene la consistenza
e colla sua potenza l’asticella si supererà.
Secondo la sua autocoscienza
l’uomo supera invero la natura
e di sé e della propria esistenza
ben sa e pensa e ha l’idea pura:
senza la rassicurante essenza
nella nostra postedenica paura
in verità, bellezza e benevolenza
il nostro umano paradiso matura.
Nella sua coscienza di sé
e della propria esistenza
per l’uomo il pensiero è re
per sintetica consistenza
dalla paura all’angoscia e
nella sua adattiva potenza
ordina la analisi paziente:
della vita è sì la pazienza
di riordinamento urgente
del riflesso della essenza
in biblioteca indipendente.
Nella sua temporale esistenza
l’umanità ben vive ed esprime:
la vita è ben sensibile potenza
ed in sua forza in noi si imprime
ma vita e mondo in conoscenza
l’umana espressione comprime:
della vita nella forma la essenza
la sintesi espressiva ben reprime.
La umana esistenza è temporale
e il nostro continuo tempo vitale
è la nostra ben stringente spirale
discontinua nel solo muto finale.
L’uomo è riportato alla inesprimibile unità
dell’essere immobile in eterna essenzialità
dalla ben continua esistenziale temporalità:
nella nostra materiale e processuale realtà
l’esprimibilità della vita per risolta continuità
è per noi ridotta alla fine di temporale vitalità.
Nella processuale continuità
della temporale esistenzialità
l’uomo è nella inesprimibilità
della vita per sua insolubilità:
entriamo in scena per gettità
e il vitale teatro si continuerà
e solo in morte s’interromperà
con il metateatro della vitalità.
Secondo la umana nostra temporalità
ogni evento è per l’uomo processualità
e la da noi ben indipendente eventualità
ha umanamente temporale oggettività:
l’uomo sa che la propria esistenza finirà
e per mortalità ne temerà la seria vanità
e per l’umano senso euristico concluderà
che tribolata ma corta è la nostra vitalità.